Non convince la prima europea de “L’instinct du déséquilibre” della compagnia francese IETO

C’era tanta attesa e curiosità attorno al nuovo spettacolo, in programma al Vittorio Emanuele, della giovane compagnia francese creato ed interpretato da Sebastien Brun, Fnico Fedmann, Itamar Glucksmann, Alys Marchi. Attesa dettata dai tanti riconoscimenti e consensi conseguiti negli anni dalla compagnia, premiata nel 2008 con il Premio Giovani Talenti di Circo Europeo e poi applaudita in tutta Europa in un tour con numeri da record: in 3 anni oltre 300 repliche in più di 130 città in tutta Europa e in Giappone.

In scena tre ragazzi ed una ragazza alle prese con travi di legno, scale e scopettoni delineano il loro mondo in sospensione. Tre uomini e una donna che cercano di convivere nella loro isola luogo e simbolo di un equilibrio instabile. Il minimo movimento sembra in grado di invertire qualunque tendenza. La struttura su cui essi svolgono la loro performance – e quindi la loro vita – si rivela un carosello per decostruire e rimodellare insieme i propri spazi in un continuo inseguirsi ed accavallarsi in disequilibrio tra la perdita di sé e la ricerca di un altro.

Uno spettacolo che narra di un mondo sospeso in cui i sopravvissuti cercano di catturarsi a vicenda. Una storia di menzogne e di disequilibrio, dove gli abitanti rimasti devono unire le forze e unirsi con i loro corpi, semplicemente, per evitare la caduta. Si parla di “vivere insieme” ma alla fine, e soprattutto, si parla della solitudine e della sopravvivenza. Raggiungere i propri limiti diventa un gioco, il pericolo può essere divertente e il correre rischi può portare in qualsiasi momento al riso come in alcuni – pochi – momenti nei 50’ di esibizione.

A tratti piacevole ma per nulla coinvolgente, anche a causa delle gestualità lente e ripetitive. La bravura, l’elasticità fisica ed il dinamismo circense dei protagonisti non son certo messi in discussione, ma alla lunga, si è assistito più ad uno spettacolo di bravi artisti di strada adatto più ad un contesto come Naskers o Ibla Buskers per rimanere in Sicilia, piuttosto che il palcoscenico di un teatro. Ben lontano dall’onnipotenza de Le Cirque du Soleil, a cui i ragazzi sembrano omaggiare in una sequenza.

Forse non a tutti gli spettatori presenti è giunto il significato de “L’instinct du déséquilibre” se non i linguaggi della danza, del physical theatre e del circo contemporaneo.

Le repliche continueranno sino a domenica 6 marzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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