Ambiente, Mafia e Corruzione al convegno dell’associazione Club Antiracket

Stamane alle ore 10.30, presso l’Aula Magna della Corte d’Appello del tribunale di Messina, alla presenza di oltre un centinaio di avvocati e magistrati messinesi, si è tenuto il convegno “Giù le mani dall’ambiente, tra infiltrazioni mafiose e corruzione nella pubblica amministrazione”.

La manifestazione promossa dall’associazione Club Antiracket, è stata introdotta dalla presidente Manuela Calbo che ha evidenziato l’importanza di un’iniziativa fatta appositamente nella “giornata in memoria delle vittime della mafia” e rivolta a coloro che più di altri, vivono quotidianamente le problematiche legate alle infiltrazioni mafiose nella gestione delle tematiche ambientali ed alla corruzione nelle pubbliche amministrazioni, ovvero magistrati e avvocati.

Di rilievo la presenza a testimonianza dell’importanza del Convegno, del Presidente dell’Ordine degli Avvocati l’avv. Vincenzo Ciraolo, del Sindaco di Furnari l’Avv. Mario Foti che, nel salutare la platea, ha voluto dare testimonianza della propria importante esperienza a tutela del territorio di Furnari e dell’intero comprensorio ove ricade la discarica di Mazzarà Sant’Andrea, e del responsabile dei Verdi Raffaella Spadaro che, nel ricordare l’impegno del proprio movimento a tutela del l’ambiente e del territorio siciliano, ha voluto puntare l’indice sulle discutibili scelte comunali messinesi in merito alla discarica di Pace.

L’avv. Valentino Gullino, responsabile giuridico “Club – Antiracket Sicilia” ha illustrato il tema del convegno, analizzando gli aspetti applicativi della L.N. n. 68/2015 che formula ed introduce nel diritto penale tutti quegli aspetti fondamentale nel processo di repressione di reati ambientali che vanno contro gli interessi dei cittadini.

Marco Lupo, direttore generale ARPA Regione Lazio, nell’esaminare la norma oggetto del Convegno, ha ribadito le difficoltà riscontrate, soprattutto nel suo percorso professionale e lavorativo nelle istituzioni a tutti i livelli, nel riuscire a rintracciare le dinamiche applicative più incisive per le nuove norme a tutela dell’ambiente, non sempre facilmente intercalabili nelle logiche amministrative delle diverse autonomie locali.

Il capogruppo del Movimento Liberi Insieme, l’ex Consigliere Provinciale Roberto Cerreti, nel riportare testimonianza della propria lunga esperienza istituzionale, giustappunto in uno degli ex collegi elettorali provinciali più delicati dal punto di vista ambientale, ha voluto ribadire a gran voce che non si è mai trattato di lacune normative o carenza di leggi di tutela ambientale, quanto, invero, di mancanza d’incisività da parte di quei rappresentanti politici ed amministrativi a tutti i livelli, che non hanno mai dato l’opportuna attenzione al fenomeno devastante delle speculazioni ambientali poste in essere sul nostro territorio a danno di cittadini e del territorio, lasciando paradossalmente l’iniziativa in campo di tutela ambientale, esclusivamente alle Procure che, con le loro importanti inchieste, hanno quanto meno posto l’attenzione in maniera significativa sul tema dei disastri causati dall’asse politico-mafioso che da decenni gestisce il mondo dei rifiuti in Sicilia.

Infine, Nicolò Marino ex Assessore dell’Energia della Regione Siciliana, ha concluso il Convegno, con l’importante analisi del proprio operato come ex componente dell’Esecutivo regionale, riportando le grandi difficoltà incontrate nell’assunzione del ruolo al cospetto degli interessi anche nazionali che si annidavano intorno alle importanti deleghe da lui gestite per oltre un anno e mezzo e sottolineando, inoltre, la criticità di un settore che più di altri, merita ed avrebbe meritato maggiore attenzione da parte del Governo Crocetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

 

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