Disposta anche una misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale
Lo scorso 27 giugno la Polizia Ferroviaria sequestrò quattro aziende coinvolte in un traffico illecito di rottami. Tre a Catania una ad Agrigento. Oggi, a seguito di ulteriori indagini sono state eseguite dieci misure cautelari personali.
Il Giudice delle Indagini Preliminari ha disposto due misure cautelari in carcere, sette misure cautelari degli arresti domiciliari e una misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale nel settore della gestione dei rifiuti. Nei confronti delle quattro aziende già sequestrate il Giudice ha disposto la prosecuzione dell’attività sotto il controllo di un commissario giudiziale per la durata di un anno.
Le indagini, protrattesi per due anni con servizi di osservazione, sequestri, intercettazioni telefoniche ed ambientali, acquisizioni documentali, hanno consentito di individuare un’attività organizzata per il traffico illecito di rottami metallici tra le province di Messina e Catania, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza in merito a reati in materia ambientale in un arco temporale tra il 2020 e il 2022.
Fondamentale nell’organizzazione il ruolo delle società sottoposte a sequestro preventivo a Catania, aventi in gestione impianti di raccolta/ trasformazione e commercio di rottami metallici, per le quali il Giudice ha ritenuto di mantenere l’operatività con l’adozione della misura del commissariamento dell’ente.


