A che punto è l’iter del risanamento di Fondo Fucile dopo lo stop della Regione?

Nel mese di dicembre scorso era giunta la “doccia fredda” da Palermo sull’iter in corso che avrebbe dovuto far concludere al Comune di Messina l’acquisto sul mercato di 39 alloggi da destinare al Risanamento di Fondo Fucile e all’emergenza abitativa. La Commissione regionale, infatti, si pronunciò nel merito a seguito della presunta mancata presentazione dei certificati di abitabilità richiesti nel bando per gli alloggi prima della stipula dei rogiti che, per altro, andavano in contrasto con il termine perentorio di 6 mesi concesso ai proprietari per produrre, appunto, i medesimi certificati.

 

Questo pronunciamento della Commissione, minò il buon esito dell’iter che si trascina ormai che da decenni. Il consigliere Libero Gioveni, investì la Commissione consiliare con delega al Risanamento, per comprendere meglio la questione. L’assessore Sebastiano Pino, all’epoca cercò di ridimensionare l’allarme che provenne da Palermo, sostenendo che si trattò, da parte della Commissione giudicatrice, soltanto di una “formale richiesta a riformulare la graduatoria”.

A tutto questo si aggiunge anche la grossa incognita rappresentata dal mancato accreditamento di 2 milioni e 400 mila euro che andrebbero a completare i complessivi 10 milioni e 900 mila euro previsti inizialmente, che servirebbero per completare l’acquisto di tutti gli alloggi inseriti in graduatoria, essendo questi ultimi in totale 66 e non 39 (il costo complessivo dei 27 mancanti, infatti, ammonterebbe ad un totale di 2 milioni e 200 mila euro).

Pertanto, nell’ottica di voler velocizzare delle procedure che stanno facendo rimanere letteralmente nel “limbo” troppe famiglie che vivono in uno stato di disagio abitativo certificato, il consigliere Gioveni ha depositato una interrogazione rivolta all’assessore Pino, nella quale chiede: “a che punto sia l’iter tecnico-amministrativo relativo all’acquisto degli alloggi sul mercato dopo il “monito” arrivato dalla Commissione regionale giudicatrice; e che possibilità vi siano affinché giungano dalla Regione i 2 milioni e 400 mila euro mancanti per la copertura totale dei costi di tutti gli alloggi inseriti nella vigente graduatoria”.

 

 

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