“Sistema Siracusa” Guardia di Finanza di Messina arresta un imprenditore

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina stanno eseguendo due provvedimenti di arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore piemontese, presidente del gruppo STI aggiudicatario di numerose commesse della Centrale acquisti del Tesoro (Consip) e di un ex tecnico petrolifero Eni. Sono accusati di corruzione in atti giudiziari e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Il procedimento è legato all’inchiesta della Procura di Messina, guidata da Maurizio de Lucia, sul cosiddetto “Sistema Siracusa” che, a febbraio dell’anno scorso, ha portato all’arresto di 13 persone accusate di far parte di un “comitato di affari” capace di condizionare indagini e procedimenti giudiziari. L’indagine coinvolse, oltre all’ex pm di Siracusa Giancarlo Longo, gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore che da mesi collaborano coi magistrati.

Nel provvedimento cautelare, in sintesi, sono state ricostruite plurime modalità illecite poste in essere dai citati legali, con l’ausilio dell’ex pm di Siracusa, Giancarlo Longo e di alcuni consulenti della Procura nominati da quest’ultimo, per favorire l’imprenditore nell’ambito degli accertamenti condotti a carico di imprese a lui riconducibili presso le Procure di Torino, Roma e Siracusa nonché in sede tributaria (all’esito della richiesta di voluntary disclosure avanzata da una società del gruppo anche in relazione ad accertamenti all’epoca dei fatti in corso da parte dell’Agenzia delle Entrate).

Inoltre, è stata fatta pienamente luce su una complessa operazione giudiziaria ordita dall’avvocato Amara che si sarebbe realizzata “grazie all’asservimento del pm Longo – dicono gli inquirenti – al fine di ostacolare l’attività di indagine svolta dalla Procura di Milano nei confronti dei vertici dell’Enei”. Le Fiamme Gialle stanno eseguendo gli arresti e le perquisizioni nei confronti degli indagati nelle province di Roma, Milano e Torino.

AGGIORNAMENTO

Il Tribunale Ordinario di Roma – Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, con Ordinanza del 14 aprile 2021, firmata dalla Dott.ssa Daniela Caramico D’Auria, ha disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti dell’imprenditore arrestato per totale assenza di elementi che ne giustificassero il coinvolgimento.

La motivazione del giudice è la seguente:

“Con riferimento a B.E., indagato per corruzione in atti giudiziari, le risultanze investigative non consentono un proficuo esercizio dell’azione penale, non essendo emerso un coinvolgimento dell’indagato nelle condotte corruttive poste in essere da altri soggetti.”

 

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