Contratto di servizio Amam, Carreri: “Serve chiarezza per la serenità dei lavoratori”

“Attraverso un’interrogazione presentata al Sindaco della città di Messina ed una richiesta di accesso agli atti protocollata direttamente alla società partecipata Amam, ovvero attraverso quelli che sono gli strumenti messi a disposizione dalle norme sulla trasparenza e dai regolamenti, sto tentando di fare chiarezza sulla situazione di una delle partecipate del comune di Messina che da tanti viene ritenuta una sorta di isola felice”.

Lo afferma il consigliere comunale del Pdr-Sicilia Futura, Nino Carreri, che ricorda come: “all’indomani dell’approvazione di un contratto di servizio, che non ho votato a causa dei tanti dubbi che permangono e che potrebbero inficiare il futuro della società stessa, è necessario un’operazione verità.

Sia chiaro – ha proseguito Carreri – che, contrariamente a quanto riportato ai lavoratori di Messinambiente e di Ato 3 da qualche “buontempone”, il quale alle azioni volte alla chiarezza ed alla trasparenza preferisce continuare a mestare nel torbido, accusandomi di voler ostacolare il percorso tracciato dall’Amministrazione, rispondo senza tentennamenti che è unicamente nell’interesse dei lavoratori che bisogna fare chiarezza!

Domani qualunque problema dovuto ad una errata valutazione delle azioni intraprese porterebbe a scaricare le colpe sui quasi 600 lavoratori di Ato e Messinambiente che non possono continuare a subire ancora una volta le scelte scellerate di amministratori vecchi prima e dei nuovi di adesso, che sin qui hanno mostrato palese inadeguatezza.

Detto ciò è doveroso sottolineare che l’operazione da me intrapresa, con il conforto del mio partito, non ha alcuna immediata attinenza con quanto l’Amministrazione ha inteso programmare ma si limita alla conoscenza dell’attuale condizione di una partecipata che per tutti è un’isola felice e che secondo il sottoscritto lo è solo per alcuni ed a breve lo potremo chiarire.

Non a caso le notizie che ho richiesto all’amministrazione dell’Amam si limitano a tutti gli appalti che ad oggi vengono affidati in esterno e ad alcune delle attività “chiave” che vengono svolte dalla partecipata come ad esempio il recupero della morosità, voce importantissima del bilancio.

Utenti che non ricevono bollette, inviate ad indirizzi sbagliati, tabulati che non vengono aggiornati, montagne di raccomandate che fanno la spola tra l’azienda e utenti inesistenti, programmi di gestione obsoleti e non collegati all’anagrafe generale e catastale che gli uffici comunali hanno già in uso, insomma un caos tale che giustifica ampiamente le preoccupazioni di chi ha a cuore il buon funzionamento della società.

Non sarà sfuggita nemmeno la notizia che una percentuale altissima di acqua arriva agli utenti senza alcuna misurazione e quindi “rubata” di fatto. Quindi ai problemi vissuti recentemente che ci hanno portato agli onori delle cronache nazionali si aggiungono tutta una serie di dubbi su come questa società sia stata gestita sino ad oggi.

“Evasione da una parte ed elusione dall’altra sono i sintomi chiari ed inequivocabili di uno stato di salute che non può far dormire sonni tranquilli.”

Sarà normale a questo punto chiedere conto e ragione di come si spendono i soldi pubblici in questa partecipata o dobbiamo attendere che l’Amam venga sovraccaricata per poi nascondere la polvere sotto il tappeto e accusare i lavoratori che arriveranno da Messinambiente e Ato3?

Voglio ricordare ai più distratti ed ai “buontemponi” – ha concluso Carreri – che Messinambiente e Ato 3 al netto delle scellerate gestioni del passato non sono un fardello, perché arrivano in Amam, se tutto andrà come programmato, con una “dote” di circa 44 milioni di euro che attualmente i cittadini pagano con il tributo Tari. Sarebbe particolarmente grave se domani si scoprisse che invece di essere l’Amam la salvezza di Messinambente e Ato3, fosse esattamente il contrario”.

 

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