Confiscati beni per un milione di euro a un esponente del clan dei “barcellonesi”

L’uomo si trova attualmente ai domiciliari, negli anni è stato arrestato durante varie operazioni antimafia

È stata eseguita stamattina la confisca di beni a carico del 69enne Angelo Porcino, ritenuto esponente del sodalizio mafioso dei barcellonesi. Il provvedimento trae origine dalla proposta, redatta in forma congiunta dal Questore e dal Procuratore di Messina, ed è riferita ad una delle figure di maggiore pericolosità “qualificata” evidenziatasi nel territorio del Longano.

La confisca dei beni, e notificata stamattina dal personale dei Commissariati di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, interessa l’intero asse patrimoniale del destinatario di provvedimento e segue il sequestro degli stessi beni già operato nel maggio 2022.

Il destinatario del provvedimento, oggi in detenzione domiciliare, è considerato soggetto organicamente inquadrato nel sodalizio mafioso dei “barcellonesi”, essendosi evidenziato per la sua contiguità ai boss storici, il “gruppo dei Vecchi”, sin dall’inizio degli anni ’90. All’epoca si era posto a disposizione dell’organizzazione per l’esecuzione di estorsioni in danno di commercianti e imprenditori operanti nel barcellonese, risultati aggiudicatari di commesse pubbliche.

L’uomo era stato oggetto dell’attenzione investigativa da parte del Commissariato P.S. “Barcellona Pozzo di Gotto” sin dagli anni ’80, allorché si era fatto notare nel contesto della gestione delle bische clandestine e del gioco d’azzardo.

Fu indagato negli anni ’90 nell’ambito dell’indagine nota come “Gotha-Pozzo 2” che ha consentito di inquadrarlo tra i “quadri” dell’organizzazione, per la quale curava il settore delle estorsioni.

Venne tratto in arresto durante l’operazione nota come “Gotha 7”, conclusa nel gennaio 2018, per concorso nell’associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione di armi, rapina, violenza privata, minaccia e lesioni personali. Reati, questi ultimi, tutti aggravati dal metodo mafioso, vicende per le quali è già stato raggiunto da due sentenze di condanna definitive per appartenenza al sodalizio mafioso. Nel 2020 venne tratto nuovamente in arresto nell’ambito dell’indagine “Dinastia”, per le medesime condotte violente ed estorsive.

Il Collegio della Prevenzione, accogliendo le richieste dei proponenti, aveva disposto il sequestro di un cospicuo patrimonio immobiliare a lui riconducibile, nonostante le fittizie intestazioni a prossimi congiunti, e quindi ha emesso il provvedimento di confisca oggi eseguito.

Nello specifico, si tratta di 6 immobili a Barcellona P.G., uno dei quali oggetto di una assai rilevante quanto economicamente dispendiosa opera di ristrutturazione che ne ha elevato il valore in maniera cospicua, in mancanza di una qualunque capacità reddituale e patrimoniale per realizzare l’investimento.

Il Tribunale della Prevenzione ha ritenuto che a Porcino fosse effettivamente riconducibile anche una ditta di ristorazione che, seppure intestata al figlio, aveva costituto, sin dagli anni ’90, il luogo di esercizio dell’attività di gioco d’azzardo da parte del padre.

Successivamente convertito in attività ristorativa, si è potuto dimostrare che il padre dell’attuale intestatario ne aveva assunto la gestione effettiva e ne aveva assicurato, nel tempo, il sostegno economico, proveniente da rimesse di danaro provento delle estorsioni, come peraltro attestato anche dalla evidente sperequazione tra redditi e tenore di vita riferito al destinatario dell’odierna misura e ai familiari intestatari fittizi.

Il valore dei beni oggi confiscati, che includono anche numerosi rapporti di conto corrente, ammonta a circa 1 Milione di Euro.

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