Cena al buio al Marina del Nettuno, per una maggiore sensibilizzazione ai problemi delle disabilità

Sarà un evento che coniugherà la cucina con il sociale, per evidenziare la problematica dei non vedenti ma, allo stesso tempo, far riflettere su ciò che questa disabilità comporta. La “cena al buio” organizzata dai Leo Club messinesi, si terrà in una location di tutto rispetto: il Marina del Nettuno. Il personale del noto ristorante messinese ha accettato “la sfida”, affinchè l’evento si svolga nel miglior modo possibile e senza intoppi. Disabili e normodotati saranno immersi nello stesso ambiente (i normodotati saranno bendati)  e avranno la possibilità di gustare i piatti dello chef Caliri che, stavolta, non ha avrà l’onere di pensare all’estetica del cibo, ma ad altri fattori che lo caratterizzeranno.

Per Fabio Leonetti, presidente del Leo Club: “Il buio, spesso associato ad accezioni negative, stavolta lo sarà per un evento positivo. La cena al buio potrà sviluppare altri sensi per un momento di condivisione e consapevolezza della disabilità”. Si è detto affascinato dalla proposta, il presidente del Leo Club Messina Peloro, Rosario Maccarrone, perché questa iniziativa: “Farà percepire la disabilità in modo diverso. Durante la cena utilizzeremo al meglio tutti gli altri sensi che possediamo, ma che che spesso utilizziamo poco. Spero sia un punto di partenza, per altri eventi simili”. Pippo Terranova, ex assessore comunale e presidente della Helen Keller ha evidenziato come una cena, potrà diventare un’occasione di crescita culturale.

Alla conferenza stampa era presente anche il “padrone di casa” e presidente della Comet Ivo Blandina, il quale ha sottolineato che il Marina del Nettuno: “E’ un luogo aperto a tutta la città e ad eventi importanti come questo. Sono piccoli segni di civiltà, di un avanzamento della nostra comunità e di una capacità di aprirsi e confrontarsi con chi non ha la nostra capacità sensoriale. La cena sarà l’ennesima occasione per arricchire se stessi e di condivisione con queste splendide persone. La nostra comunità -ha concluso Blandina- ha il diritto di essere più civile e accogliente”.

Infine lo chef Pasquale Caliri che, stavolta, non dovrà pensare all’impiattamento degli ingredienti per rendere gradevole alla vista ciò che i commensali consumeranno: “Si presume erroneamente che il primo senso ad essere coinvolto sia quello della vista, invece, il primo senso a percepire ciò che è contenuto nel piatto è l’olfatto. Noi siamo in grado di percepire oltre 200 odori, ma spesso lo dimentichiamo. Per organizzare questo menù ci siamo concentrati molto sulle consistenze degli ingredienti e sui profumi. Utilizzeremo varie spezie, ma non posso dire altro, per evitare di svelare il menù della serata”.

La cena si terrà domenica 28 aprile al Marina del Nettuno. Solo 40 fortunati (molti purtroppo non hanno prenotato in tempo) potranno godere di questa nuova ed affascinante esperienza. E’ probabile che l’evento si possa ripetere in futuro, per dare la possibilità ad altre persone di partecipare a un evento, indubbiamente, di raro fascino.

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