Alloggi Iacp adesso di proprietà del Comune di Messina, regna il caos più totale

Il passo più importante (e tanto atteso) era stato certamente fatto con il passaggio definitivo dei famosi 836 alloggi dall’IACP al Comune, ma la loro attuale e nuova gestione da parte di palazzo Zanca sta generando non poca confusione e disorientamento fra i nuovi inquilini del Comune. Il consigliere comunale Libero Gioveni, che aveva sollecitato in più occasioni la definitiva risoluzione della vicenda che stava a cuore agli 836 assegnatari di alloggi popolari che prima risultavano inquilini dell’IACP, chiede adesso maggiore chiarezza e trasparenza in questa nuova gestione.

“Nonostante il Dipartimento politiche della casa si sia messo subito al lavoro con questi numerosi faldoni anche per soddisfare la legittima aspirazione del riscatto degli alloggi da parte degli aventi diritto – spiega Gioveni – gli inquilini stanno riscontrando parecchie anomalie soprattutto nel versamento dei canoni di locazione, che vanno quindi assolutamente chiarite.

Per esempio – prosegue il consigliere – tanti lamentano l’arrivo di lettere di “messa in mora” per il mancato versamento dei canoni pregressi nonostante siano stati regolarmente versati oppure, fatto ancor più eclatante, lettere di diffida da parte di Palazzo Zanca a voler versare dei conguagli su ricalcoli dei canoni fatti sulla base di parametri reddituali che però non sono cambiati rispetto a quando gli stessi canoni venivano versati all’IACP.

Inoltre – denuncia l’esponente Udc – il Dipartimento invita anche gli stessi inquilini a recarsi negli uffici per portare le ricevute postali di versamento nonostante gli inquilini paghino regolarmente su un conto corrente intestato al Comune di Messina, che per altro non ha mai inviato i nuovi bollettini a casa, essendo stata semplicemente un’iniziativa degli stessi inquilini a versare autonomamente i canoni.

Che senso ha, infatti, costringere gli stessi a fare sia la fila negli uffici postali che negli uffici del Dipartimento quando i versamenti potrebbero essere facilmente riscontrabili dall’Ufficio Ragioneria? Possibile – si chiede ancora Gioveni – che nel palazzo municipale (e nel 2016 con la tecnologia che avanza), non si riesca a creare un semplice ed efficace coordinamento fra uffici a beneficio della sburocratizzazione?

Infine – prosegue ancora il consigliere comunale – vi sono tantissimi stabili che, anche a seguito della nuova gestione, risultano privi di amministratori di condominio, con gli immaginabili disagi per la gestione delle parti comuni, come per esempio l’illuminazione interna ed esterna (se recintata).

Capitolo a parte meriterebbe invece la mancata manutenzione, che certamente rappresenta un diritto sacrosanto da parte di chi versa i canoni non solo per godere della locazione, ma anche per usufruire dei necessari interventi di manutenzione da parte dell’Ente proprietario.

Pertanto – conclude Gioveni – sulla base di queste incongruenze che andrebbero subito chiarite e risolte, si rende necessaria un’audizione in Commissione politiche della casa (che chiederò immediatamente) da parte del Dirigente del Dipartimento Maria Canale per capire come gestire meglio il rapporto fra l’Ente e questinuovi inquilini.

 

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