Genovese: “Io alla Lega? Solo fantasie di qualche frustrato escluso dalle liste”

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“Non ho mai pensato di aderire alla Lega. L’affannosa rincorsa a chi la spara più grossa, di cui si sono resi protagonisti alcuni esponenti regionali del partito, è sinceramente imbarazzante”. Lo afferma Luigi Genovese, deputato regionale eletto nelle liste di Forza Italia, dopo la dichiarazione di un esponente leghista che, sulla scorta di qualche notizia giornalistica, ha ritenuto opportuno dichiarare il suo dissenzo all’eventuale cambio di casacca. “Qualche indiscrezione giornalistica, evidentemente infondata -prosegue Genovese-, è bastata per innescare uno sconcertante valzer di dichiarazioni alimentato da personaggi che hanno provato goffamente ad utilizzare il mio cognome per provare a darsi un tono. Tutte queste attenzioni mi hanno colpito, perché l’unico elemento realistico di questa vicenda paradossale è il mio rapporto di amicizia con l’on. Angelo Attaguile. Tanto è bastato per stimolare speculazioni di ogni sorta ed alimentare gelosie e faide interne a me totalmente estranee, dinamiche dalle quali emerge l’indiscutibile frustrazione di chi, evidentemente, non ha digerito l’esclusione dalla lista stilata dal Carroccio per le Europee, e di conseguenza la scelta dei vertici di puntare proprio su Angelo Attaguile.
Altro che trasformismo: sono stato eletto nel centrodestra e continuo a lavorare per il suo rafforzamento. È inaccettabile -tuona Genovese- la spregiudicatezza di certi personaggi che tentano la strada del moralismo più deteriore per rivendicare il proprio spazio vitale dopo avere incassato una bocciatura politica. Ed è sinceramente inquietante ritrovarsi nel bel mezzo di una contesa tra esponenti di un partito a me totalmente estraneo. Non ho mai incontrato il commissario leghista Candiani, né altri vertici regionali e nazionali leghisti. Pertanto smentisco ogni ipotesi di adesione alla Lega. E ricordo, a chi si è premurato di affermare che “le porte della Lega sono chiuse” per Genovese, che il sottoscritto non ha mai bussato né a quella né ad altre porte. Di “inquietante”, in questa vicenda -conclude Genovese-, c’è solo la frustrazione di chi si affida alla fantasia per provare ad ottenere qualche briciolo di visibilità”.