De Luca a La 7 da Giletti a “Non è l’Arena”, audience alle stelle e “solita caciara”

Ieri sera l’on. Cateno De Luca è stato ospite della trasmissione “Non è l’Arena” a La 7 condotta da Massimo Giletti, che dimostra ancora una volta di essere bravissimo nel fare audience portando in studio temi scottanti, anche quando la discussione finisce a caciara. Con De Luca non era difficile immaginare come si sarebbe svolto il tema trattato. D’altronde Giletti che ha più volte fatto il finto “maravigghiatu da rutta” sapeva benissimo chi era Cateno De Luca (lo dimostra il video mandato in onda con il deputato urlante all’uscita del Tribunale di Messina) e sapeva perfettamente come avrebbe reagito mettendolo sotto i “colpi incrociati” di alcuni ospiti della sua trasmissione. Infatti, tranne una timida difesa della “garantista” Santachè, il copione è stato a senso unico: tutti a dire che le archiviazioni non sono assoluzioni e che ancora l’ultimo processo non è terminato. Argomenti che le persone informate conoscono benissimo, ma il resto d’Italia, ovviamente no. E a nulla sono valse le dichiarazioni di De Luca di rinunciare alle prescrizioni. La presentazione di De Luca è stata banalissima e scontatissima, Giletti ha mostrato il video di quando il deputato regionale si è spogliato all’Ars, ma si è guardato bene di spiegare il motivo di quello show di De Luca, nè si è preoccupato di farlo dire al diretto interessato. Il messaggio che è arrivato ai telespettatori è stato chiaro: <<attenzione siamo davanti ad un personaggio su generis che pur di protestare è disposto a tutto>>. Dopo aver dato la parola a De Luca sono partiti i primi “missili” da parte di Luisella Costamagna, di Davide Parenzo che si è rifiutato di chiamarlo “onorevole”, dimostrando di non conoscere la storia del Parlamento siciliano, a cui ha fatto eco anche il solito Klaus Davi. Da Milano era collegato anche l’ex magistrato Antonio Di Pietro che, riprendendo una frase di Giletti che aveva considerato De Luca una sorta di Berlusconi del Sud, gli ha augurato di non fare la stessa fine del cavaliere di Arcore. Ma De Luca gli ha risposto per le rime dicendo: “Se proprio devo decidere preferisco fare la fine di Berlusconi, piuttosto che la sua”, riferendosi ovviamente alla carriera politica dell’ex magistrato. Scontata anche la diatriba tra l’avv. Carlo Taormina e Antonio Di Pietro con il legale che lo ha invitato a “dire solo argomenti a lui noti senza fare dietrologie”. La discussione è poi degenerata perchè le provocazioni, come è nello stile di tutte le trasmissioni di Giletti, arrivavano da tutte la parti. De Luca ha compreso di essere nel bel mezzo di un fuoco incrociato e si è difeso come un leone urlando la sua innocenza, lanciando accuse ad una parte della magistratura, che ha già preannunciato di denunciare, quasi fino alle lacrime. Il copione è andato avanti con il “solito” tentativo di Giletti di dissociarsi dalle dichiarazioni di De Luca, ma sapendo benissimo che quella caciara avrebbe fatto salire alle stelle l’audience. In tv purtroppo l’unica cosa che conta è questa, il risultato di Giletti è stato raggiunto ampiamente, quello di spiegare la vicenda di De Luca sicuramente no. Ma che importa se da casa la gente non ha capito un bel niente, l’importante è battere le trasmissioni delle tv concorrenti.