Serie B in tre anni? la “Sciottese” si scioglie come neve al sole e vende al miglior offerente

Pietro Sciotto sembra non volere tornare indietro sui suoi passi e ritirare le dimissioni. I cori (questa è la sua tesi) provenienti dalla curva sud lo hanno irritato a tal punto di volere abbandonare la nave nel bel mezzo della tempesta. In un attimo spariscono, quindi, tutte le sue idee di rilancio del calcio nella città dello Stretto “Andremo in serie B in tre anni” disse più volte quando creò la nuova Acr Messina, ma evidentemente Sciotto pensava di fare le nozze con i fichi secchi. Non sappiamo se è tutta “farina del suo sacco” o se qualcuno lo abbia convinto che investendo una cifra che non serve neanche a vincere un campionato di Eccellenza, avrebbe potuto vincere quello di Serie D. Voleva fare tutto in casa risparmiando gli stipendi del vice allenatore, preparatore dei portieri e direttore sportivo. Poi su questa ultima figura ci ripensò, anche se con notevole ritardo, e chiamò Ferrigno. Gli ultimi innesti hanno dato una identità alla squadra, manca però il classico bomber d’area di rigore che la metta dentro. Tutto sommato adesso la squadra esprime un gioco anche piacevole, ma non è finalizzato come dovrebbe. Adesso che il presidente ha rassegnato le dimissioni sembra che sia convinto a cedere la società e recuperare tutto o buona parte dei soldi spesi fino ad ora e che lui ritiene ammontino a 400 mila euro. Come previsto cominciano già i primi contatti e le “cordate” per rilevare la società. Se lo volevano fare con l’Acr indebitato di 3 milioni di euro, figuriamoci adesso che c’è una società nuova a zero debiti. C’è da scommettere che da tutto il mondo arriveranno proposte. Si parla già di un gruppo romano, ma le precedenti esperienze di queste fantomatiche “cordate” fanno tremare i tifosi. In questi casi, purtroppo, chi cede la società pensa solo a recuperare il più possibile quanto ha speso e non al futuro della squadra che porta il nome di una piazza blasonata. Speriamo che in questo caso Pietro Sciotto sia più accorto e ceda a chi abbia davvero un serio progetto di rilancio. Le verifiche sono semplici, basta volerle fare. Noi staremo alla finestra ed eviteremo di fare pubblicità a “personaggi in cerca di gloria”. Messina è una piazza appetibile, ma è anche presa di mira da chi non ha nulla a che fare con lo sport ed il calcio e vuole solo mettere in atto loschi interessi, come è già successo in passato. Chiunque verrà dovrà prima dimostrare con i fatti ciò che è capace di fare e successivamente fare qualche previsione (non proclami) futura. Lo meritano i tifosi che ogni settimana fanno sacrifici enormi per seguire la squadra del cuore, lo merita una piazza ed una città che negli ultimi anni è stata spogliata di tutto e massacrata.