La Vara delle polemiche in scena a Messina, 65enne ricoverato in prognosi riservata

E’ partita qualche minuto in anticipo rispetto all’orario previsto, intorno alle 18.27, da piazza Castronovo, la Vara messinese. L’enorme “machina votiva” di circa 14 metri di altezza e ben 8 tonnellate di peso, è stata trascinata da centinaia di tiratori aggrappati alle corde lunghe 120 metri. Attorno alla base, poggiati ad un reticolo di stanghe a crociera, vogatori e timonieri ne dirigono il percorso di volta in volta correggendo eventuali sbandamenti del carro. Il nome Vara è spesso alternato a quello di Bara, tale essendo la teca che contiene il corpo esangue della Madonna, posto nel piano di base della struttura.

La Vara si muove per trascinamento attraverso una enorme slitta che scivola sul selciato reso bagnato da diverse autobotti. Fino al primo decennio del dopoguerra gli angioletti della vara erano impersonati da bambini (spesso orfani degli istituti messinesi) mentre la Madonna in cima alla Vara era una ragazza scelta per sorteggio. A seguito dei numerosi incidenti che alcune volte sfioravano autentiche disgrazie si è provveduto, a metà ‘800, a diminuire l’altezza della Vara e sostituire i personaggi con figure di cartapesta. Dopo il primo “strappo”, le forze dell’ordine hanno dovuto provvedere a far uscire tante persone non autorizzate, che si trovavano pericolosamente all’interno delle corde.

Tantissime le proteste dei tiratori che sono scivolati più volte sulle strisce orizzontali della segnaletica stradale che non sono state scarificate. Il sindaco Accorinti ha puntato il dito nei confronti della Commissione che si occupa dell’organizzazione, chiarendo che questa e non è una sua competenza. La Vara ha rischiato di urtare anche gli alberi non potati in via Garibaldi, soprattutto nei pressi della Chiesa di San Giuliano. Forse anche questo non è colpa sua? Certo, sarà dell’assessore competente. Anche quest’anno il Prefetto non ha incontrato il sindaco nella consueta sosta davanti al palazzo del Governo, perchè non si trovava a Messina, nonostante fosse a conoscenza del rituale non scritto, che prevede il saluto alle istituzioni. Saluto che non è arrivato neanche da alcun rappresentante della Prefettura.

La tappa all’incrocio con il torrente Boccetta è servita per un momento di riflessione e preghiera di Mons. Vincenzo D’Arrigo, storico presidente del vecchio Comitato Vara, che ha rivolto un appello ai giovani, ma non ha risparmiato critiche a chi ha deciso di parcheggiare i bus per bloccare la strada per motivi di sicurezza, che oscuravano la vista della Madonnina del porto. Durante lo strappo successivo sulle strisce pedonali diversi tiratori sono scivolati sul selciato e qualcuno ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari della croce rossa. La Vara poi è stata sistemata in modo da renderla visibile ai croceristi che si trovavano a bordo della Msc Meraviglia che l’hanno potuta ammirare e fotografare. Poi il momento più “tecnico” e tanto atteso da tutti i messinesi: la “girata” tra la via Garibaldi e la via Primo Settembre. La difficile manovra è stata effettuata in modo perfetto. Ultima sosta ed infine ultimo “strappo” fino a piazza Duomo, dove si è svolto il tradizionale taglio delle corde e la benedizione dell’Arcivescovo Giovanni Accolla.

Purtroppo un 65enne palermitano è stato ricoverato in prognosi riservata per essere scivolato durante la processione della Vara. L’uomo ha sbattuto il capo per terra in via Porto Salvo, ed è stato trasportato in ambulanza all’ospedale.