Presso il nosocomio messinese è attivo un percorso diagnostico terapeutico e assistenziale
Un semplice prelievo relativo al valore Psa e una visita urologica possono aiutare a individuare precocemente la presenza di un tumore alla prostata. Presso il P.O. Piemonte dell’IRCCS Bonino Pulejo di Messina è attivo il PDTA (percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale) per il tumore della prostata.
L’attivazione del PDTA, fortemente voluta dalla Direzione Strategica dell’Istituto, è frutto della collaborazione di una equipe multidisciplinare e comprende le visite ambulatoriali. Ma anche il dosaggio ematico del Psa, la risonanza magnetica della prostata multiparametrica, la biopsia prostatica fusion, effettuata in collaborazione tra l’ Unità Operativa di Urologia.
In caso di diagnosi di tumore alla prostata, l’intervento chirurgico di prostatectomia radicale (asportazione della prostata) viene effettuato tramite chirurgia robotica. E’ il sistema Robot Da Vinci modello XI, utilizzato in maniera routinaria da circa sette anni presso l’Urologia dal dott. Iannello.
Dai dati estrapolati dal registro tumori, nel 2024 sono stati diagnosticati in Italia nell’uomo 40.192 nuovi casi di tumori prostatici. Sono dati preoccupanti in quanto è divenuto, nell’ultimo decennio, il più frequente nella popolazione maschile.
Solo nel nostro paese vivono più di 485mila individui con questa patologia. «Le cause – evidenzia il dott. Iannello -, ancora ad oggi, non sono del tutto chiare. Al contrario, sono stati individuati due fattori di rischio: la familiarità e l’età.
Nel primo caso, è importante per coloro che abbiano un parente di primo grado che abbia manifestato la neoplasia (come il padre o un fratello) effettuare dei controlli con regolarità. Allo stesso modo, la possibilità di ammalarsi aumenta sensibilmente dopo i 50 anni di età, motivo per il quale è necessario porre particolare attenzione alla prevenzione».
Oggi il 90% dei casi viene individuato ai primi stadi, quando il carcinoma è localizzato e non ha ancora dato metastasi proprio grazie al test del Psa. si tratta di un semplice esame del sangue, che può consentire una diagnosi precoce insieme alla valutazione urologica.
Fondamentale quindi l’attività di sensibilizzazione che viene portata avanti in particolare in occasione del mese di ottobre, dedicato alla prevenzione del tumore prostatico.
Per i pazienti con malattia localmente avanzata o nel caso sia richiesta, presso l’IRCCS é attiva anche la collaborazione con le Divisioni di Radioterapia e Oncologia degli altri nosocomi cittadini.
«Le stime italiane – sottolinea il dott. Iannello – parlano dell’1% circa in più ogni anno dei casi di tumore alla prostata, tale da superare il tumore della mammella nelle donne. Da qui l’importanza di fare prevenzione perché ancora troppi uomini sottovalutano i rischi.
La prevenzione del tumore alla prostata include la prevenzione primaria attraverso una dieta sana ed equilibrata, attività fisica regolare. Importante anche la prevenzione secondaria attraverso controlli medici regolari a partire dai 45anni a seconda dei fattori di rischio personali.
I dati più aggiornati – conclude Iannello – sono piuttosto confortanti in quanto la metà dei cittadini che oggi si ammalano è destinata a guarire. Gli uomini, a differenza delle donne, fanno meno prevenzione. E’ fondamentale investire in prevenzione per aiutare i pazienti a superare la ritrosia e fissare una visita specialistica urologica per discutere della salute della prostata e di altre problematiche maschili».


