Acr Messina, il baratro è a un passo, non si gioca con la passione dei tifosi!

In casa Acr Messina esplode il caos. La trattativa per l’acquisizione dell’88% delle quote societarie è ancora in alto mare ed i pagamenti degli stipendi di cui dovevano occuparsi gli imprenditori calabro-americani, non sono stati effettuati e non si sa se mai lo saranno. Mentre Natale Stracuzzi diffondeva ottimismo in conferenza stampa sostenendo di avere consegnato in mani sicure la società, Gerace e Massone hanno fatto sapere che non si fidano più dei soci del Messina per una serie di motivi. L’imprenditore calabrese e l’avvocato romano, hanno asserito di non avere ancora ricevuto le “maledette carte”. Ancora una volta, quindi, i documenti contabili tarderebbero ad arrivare e chi deve acquistare non saprebbe quanti debiti reali ci siano. La storia si ripete, tutti coloro i quali hanno attivato una trattativa con l’Acr Messina hanno sempre chiesto i bilanci più volte e, anche adesso, nonostante Stracuzzi in conferenza stampa avesse affermato il contrario, i nuovi potenziali soci hanno soltanto avuto “i numeri” a voce e mai per iscritto. A smentire Stracuzzi è stato anche l’attuale presidente Piero Oliveri, il quale ha affermato che i bilanci saranno consegnati tra circa un mese. Una situazione inverosimile, paradossale e assurda che potrebbe portare a fondo la società. Ma c’è di più, dei famosi fondi che la Lega eroga per il minutaggio e la valorizzazione dei giovani, non ci sarebbe più traccia, pare siano stati erogati a dicembre. E questa situazione ha fatto andare su tutte le furie Massone e Gerace, i quali non hanno effettuato il fatidico bonifico. Adesso la situazione è davvero al limite. Se nessuno pagherà gli stipendi ai calciatori, potrebbero verificarsi manifestazioni eclatanti che potrebbero portare, con una reazione a catena, la società nel baratro.