I beni nella disponibilitĂ del pregiudicato non trovano giustificazione nei redditi dichiarati
La Guardia di Finanza di Messina ha eseguito un decreto di sequestro patrimoniale nei confronti del pregiudicato mafioso messinese Salvatore Sparacio, attualmente in carcere.
Le investigazioni patrimoniali hanno consentito di appurare che i beni nella disponibilitĂ del pregiudicato per fatti di mafia non trova giustificazione nei redditi dichiarati. E’ dunque, altamente probabile che gli stessi beni siano provenienti dalle attivitĂ illecite della consorteria mafiosa di appartenenza.
La pericolositĂ mafiosa del soggetto sottoposto alla misura di prevenzione patrimoniale viene desunta dai numerosi reati di matrice mafiosa per i quali ha giĂ riportato svariate condanne definitive.
La pericolosità mafiosa del soggetto colpito dalla misura di prevenzione patrimoniale è stata desunta altresì dalle dichiarazioni rese dai numerosi collaboratori di giustizia. Questi hanno delineato la caratura criminale del soggetto, evidenziandone la propensione a delinquere e la sua appartenenza a clan mafiosidel centro-sud di Messina.
I processi che hanno acclarato la responsabilità del soggetto sono anzitutto quello convenzionalmente denominato “Totem”, avente per oggetto un’associazione mafiosa operante nel quartiere di Giostra.
Le prove raccolte hanno confermato, infatti, la progressiva ascesa mafiosa del pregiudicato ed il suo ruolo di primo piano nel panorama criminale messinese. La sua attivitĂ prevalente era legata al settore del gioco illecito e delle scommesse clandestine su piattaforme on-line.
Il riconoscimento della sua figura apicale viene successivamente confermato nel corso del procedimento relativo ad altra operazione convenzionalmente denominata “Provinciale”. Indagine che ha consentito di disvelare come il pregiudicato, fosse nelle condizioni di esercitare un capillare controllo del territorio, unitamente con altre figure mafiose storiche.
L’excursus processuale della c.d. operazione “Provinciale” ha evidenziato che l’indagato, in concorso con altri soggetti, si è reso protagonista di una serie di condotte illecite. Queste servivano schermare, avvalendosi di compiacenti prestanomi, la reale titolarità di attività economiche. Così facendo ha eluso le disposizioni normative in materia di misure di prevenzione patrimoniali ed agevolando la commissione di reati di natura economici quali ricettazione, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti.
L’odierna misura di prevenzione patrimoniale, che si aggiunge alla confisca penale in via definitiva già eseguita nell’ambito del citato procedimento penale, ha ad oggetto complessivamente nr. 1 compendio aziendale, comprensivo dei relativi beni patrimoniali, e nr. 1 fabbricato di tipo signorile, nella disponibilità diretta e indiretta o comunque riconducibile al proposto, per un valore complessivo di stima pari ad oltre 300 mila euro.


