Passa il “Salva Messina”, De Luca revoca le sue dimissioni da Sindaco

Iniziamo dalla fine. Il “Salva Messina” è stato approvato con 20 voti a favore, due astenuti (Cardile e Gennaro) e sei contrari (il gruppo dei Cinquestelle). Qualche consigliere ha lasciato l’Aula un anticipo per motivi di lavoro e personali, ma ha dichiarato il suo voto favorevole. Questo ha convinto il Sindaco Cateno De Luca ad andare avanti e a revocare le sue dimissioni, che sarebbero scadute il prossimo 18 ottobre. Il primo cittadino, a fine seduta, ha anche dichiarato che, nelle prossime settimane, si dimetterà da deputato regionale all’Ars, lasciando il posto all’attuale sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice che, come prevede la legge in questi casi, manterrà il doppio incarico.

E’ stata una seduta fiume durata circa 13 ore. Ben 28 consiglieri sono rimasti fino alla fine dando, ancora una volta, un segnale di maturità istituzionale che negli anni precedenti è mancato. Cateno De Luca ha sviscerato una serie di problematiche in merito alle partecipate, non risparmiando attacchi frontali ai sindacati che non hanno firmato il “Salva Messina” e che, a parere del primo cittadino, sarebbero “Collusi con un sistema marcio al limite dell’illegalità”. Ciò che ha detto il Sindaco in Aula, sarà sicuramente destinato a finire sui tavoli dei magistrati messinesi, pesantissime le accuse sui Servizi sociali, con la gestione delle assunzioni a Casa Serena. La situazione non sarebbe felice neanche all’Amam, Atm e MessinaServizi, partecipate con bilanci che, a parere del Sindaco, sarebbero stati “costruiti ad arte”, debiti nei confronti dei gestori di energia esorbitanti, piani industriali mai realizzati. Una situazione che porterebbe all’inevitabile default della città. E’ stato toccato anche il problema degli stadi e dell’Acr Messina, questione che sarà, comunque, come anticipato da De Luca, oggetto di una conferenza stampa nella quale saranno chiariti tutti gli aspetti attuali e ciò che l’Amministrazione intende realizzare per il futuro.

Adesso, per portare avanti il “Salva Messina”, il Consiglio comunale dovrà effettuare un super lavoro, già anticipato dal sindaco. Sarebbero circa 500 le delibere da approvare per riportare la città sulla “retta via” e sperare che sia anche la strada della rinascita della terza città metropolitana siciliana, per troppi anni relegata a Cenerentola, fin troppo bistrattata e governata da una classe politica -a tutti i livelli- non all’altezza della situazione.