Gli Ambasciatori del gusto e il Turismo esperenziale a Messina

Ambasciatori del gusto e promotori di iniziative. Al Marina del Nettuno Yachting Club domenica 13 ottobre alle 10,30, si parlerà di “Turismo esperienziale”. Filo conduttore di una convention organizzata dai tre Ambasciatori del Gusto messinesi Pasquale Caliri, chef del Marina del Nettuno, Lillo Freni, chef pasticcere dell’omonima pasticceria e Francesco Arena, Bakery chef del panificio Masino Arena, sarà l’enogastronomia d’eccellenza vista come strumento per attirare turismo sul nostro territorio. I tre chef che nel corso dei mesi scorsi hanno organizzato diverse iniziative, questa volta, mettono sul piatto una convention che ha come obiettivo quello di progettare nuova strategie per rilanciare il turismo a Messina. E per capire quali sia lo stato dei fatti nella città dello Stretto chiamano alcuni esperti. “Messina è seconda per transiti solo a Napoli- dice Chef Caliri-  basterebbe questo dato per farci capire come questo territorio possa letteralmente pullulare di iniziative adatte a soddisfare un’ impressionante richiesta. Investire nella città significa  credere nelle sue potenzialità e negli artefici della sua economia. Troppo spesso si tralascia questo particolare e ci si lascia trasportare da falsi miti e ci si lascia sedurre da esperienze esterofile. Non siamo figli di un dio minore dobbiamo credere nelle nostre potenzialità e saper vendere la nostra arte e i nostri prodotti”. Al Marina Del Nettuno domenica prossima assieme a chef Caliri, che farà gli onori di casa, e agli altri due Ambasciatori Del Gusto messinesi Freni e Arena, saranno presenti alcuni esperti del settore: da Ivo Blandina presidente della Camera di Commercio di Messina a Filippo Grasso, vicepresidente del Messina Tourism Bureau e docente universitario, a Fabrizio Scaramuzza di Non solo Cibus.
Il Turismo esperienziale, rappresenta l’esatto opposto del turismo di massa. E’ legato alla scoperta dell’enogastronomia sul territorio. Questa la scommessa che gli Ambasciatori Del Gusto Italiani che proprio lo scorso mese a Napoli hanno dato vita al loro congresso Nazionale, vogliono vincere..
Secondo gli Ambasciatori del Gusto non basta più agire per slogan. Ripetere all’infinito che l’Italia è il Paese in cui si mangia meglio al mondo. Serve nuova linfa per il turismo esperienziale. Un turismo legato strettamente all’enogastronomia. Occorre puntare su maggiore qualità e meno folklore per non perdere terreno rispetto a tutti quei Paesi che stanno investendo molto sullo sviluppo dell’enogastronomia locale intercettando un turismo di livello medio alto.
Sono numeri importanti quelli di questo tipo di turismo.  Nel 2018 il 98% dei viaggiatori italiani si sono immersi in una o più esperienze enogastronomiche. Il trend ha continuato a crescere facendo registrare un ulteriore +53% nel 2019. Le esperienze più amate sono mangiare piatti tipici del luogo (88%), visitare mercati (82%), visitare ristoranti e bar storici, le visite ai luoghi di produzione diversi dalle cantine, tra questi caseifici, frantoi, birrifici, salumifici, pastifici.
A ostacolare lo sviluppo di questi percorsi è la mancanza di una legislatura e delle informazioni di massima per poterne usufruire. Prodotto, servizio, storytelling sono i tre elementi necessari per la costruzione di un’esperienza di valore.