Truffe su contributi agricoli nel Pattese, denunciate dieci persone


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2018

I finanzieri di Patti hanno denunciato dieci persone responsabili, a vario titolo, di un articolato sistema di frode fiscale e truffa per il conseguimento di contributi pubblici attraverso l’assunzione fittizia di lavoratori e l’emissione di fatture false. L’indagine ha avuto origine da alcuni accertamenti condotti nei confronti di una società cooperativa dedita all’allevamento di bovini ed alla pulizia di noccioleti ed uliveti nel territorio Nebroideo, la quale, anche grazie alle preziose informazioni fornite dall’INPS, risultava aver impiegato, in appena quattro anni di vita, oltre 500 lavoratori agricoli, in relazione ai quali non erano stati versati contributi previdenziali per circa un milione di euro. Attraverso l’esecuzione di una mirata verifica fiscale, le Fiamme Gialle hanno controllato le condizioni effettive di svolgimento dell’attività economica, scoprendo che la cooperativa si dimostrava, di fatto, priva di consistenza strutturale e degli strumenti necessari per condurre l’attività lavorativa. Per mezzo delle assunzioni fittizie, i braccianti agricoli hanno indebitamente conseguito, a titolo di indennità previdenziali (disoccupazione, malattia e maternità) una somma complessiva pari a circa 1.500.000 euro. Dall’esame della documentazione contabile è stato appurato che la cooperativa ha emesso fatture false nei confronti di altre 7 aziende, consentendo loro di annotare nella contabilità costi mai sostenuti, dichiarare guadagni più contenuti e, in definitiva, versare nelle casse dello Stato un’imposta minore di quella effettivamente dovuta. Peraltro, proprio sfruttando i costi fittizi certificati dalla cooperativa, 5 delle 7 aziende coinvolte hanno chiesto ed ottenuto un finanziamento pubblico nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2007/2013 promosso dalla Regione Sicilia per incentivare le attività economiche del settore agricolo. I contributi indebitamente percepiti ammontano nel complesso a circa 100mila euro. Al termine dell’indagine, sono stati denunciati, a vario titolo per frode fiscale, truffa ai danni dell’INPS e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche i 3 soci fondatori della cooperativa, e i 7 amministratori delle società che hanno utilizzato le fatture false.

Dalla baia di Giardini Naxos alle vie del centro di Taormina è caccia agli abusivi


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Oct 16,
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2018

Continuano i controlli delle Fiamme Gialle nei confronti delle attività commerciali abusive nelle aree costiere e balneari della perla dello jonio. Ieri mattina il blitz dei militari del Comando Provinciale e della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Messina contro gli abusivi delle gite turistiche in barca. Le Fiamme Gialle hanno constatato complessivamente 44 mancate emissioni di scontrini fiscali, effettuati 18 controlli in materia di lavoro sommerso, rilevando 6 lavoratori in nero e controllati 14 natanti, verbalizzandone 12, che esercitavano l’attività di noleggio per gite turistiche lungo il litorale senza le prescritte autorizzazioni e le dovute dotazioni di sicurezza a bordo, condotte, in taluni casi, da personale addirittura sprovvisto della patente nautica e, comunque, non in regola con le previste normative previdenziali e assicurative.

I 6 lavoratori in nero sono stati tutti scoperti all’opera ed impiegati a bordo o presso gli stand che sul lungo mare di Giardini Naxos (ME) promuovono gite turistiche in barca lungo il litorale della perla dello Jonio, omettendo tra l’altro, come riscontrato dai finanzieri di Taormina (ME) con la constatazione di ben 44 casi di mancata emissione, il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale. L’operazione è stata condotta anche via mare con l’ausilio di 2 vedette classe 2000 del Comparto Aereonavale della Guardia di Finanza a cui dal 2017, è stata affidata la “sicurezza del mare”, assegnandole compiti di ordine e sicurezza pubblica che si aggiungono alle consolidate attività di polizia economico finanziaria, proprie della Guardia di Finanza. Il fenomeno del mancato rilascio del documento fiscale e del lavoro “nero” ed “irregolare”, nonché le connesse manifestazioni di illegalità, è una realtà che maggiormente nella stagione estiva, attesa l’elevatissima vocazione turistica del litorale ionico, va ad inquinare il mercato e l’economia legale, a discapito di tutti i cittadini e le aziende che operando nel rispetto della legalità, subiscono più direttamente il costo sociale di tali comportamenti illeciti.

 

Verificatrice Atm derubata dell'incasso su un bus navetta per il concerto di Vasco


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2018

Ieri Messina è stata invasa da quarantamila fans di Vasco Rossi. Il concerto tenutosi allo stadio Franco Scoglio ha richiamato, come previsto, una folla incredibile che già dal primo pomeriggio ha fatto ingresso all'interno dell'impianto sportivo e i disagi non sono mancati. Dalle file in tangenziale, alla zona sud paralizzata ai bus navetta che sono stati tolti dal trasporto pubblico ai messinesi. I bus navetta trasportavano coloro i quali volevano assistere al concerto, ma non hanno parcheggiato nelle zone adiacenti allo stadio. I mezzi sono stati presi d'assalto e nella concitazione durante le fasi di partenza dallo Zir di Messina, una addetta alle verifiche dei biglietti dell'Atm, è stata derubata del suo portafoglio contenente l'incasso della vendita dei tagliandi. Il bottino del furto con destrezza si aggira intorno ai 500 euro. Sull'episodio stanno indagando i militari della Guardia di Finanza di Messina che si trovavano sul posto a supporto dei dipendenti Atm.

Capo d'Orlando. Sequestrati 290.000 prodotti non conformi in un negozio cinese


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2018

I militari della Guardia di Finanza di Capo d’Orlando hanno sottoposto a sequestro circa 290.000 prodotti tra cosmetici, prodotti per l’igiene ed accessori di telefonia non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa dell’Unione Europea e nazionale, nonché verificata la presenza di 9 lavoratori non regolarmente assunti. Il servizio è stato eseguito nell’ambito dell’intensificazione delle attività a tutela della salute e sicurezza dei consumatori previste dal Codice del Consumo. L’operazione ha riguardato un centro commerciale di Capo d’Orlando, all’interno del quale sono stati individuati 289.660 prodotti, di cui alcuni privi delle indicazioni in lingua italiana, altri del marchio CE e delle informazioni recanti la provenienza ed il Paese di origine. L’intervento ha permesso di riscontrare l’impiego di 7 lavoratori in nero e 2 irregolari. Il titolare del punto vendita, di origine cinese, è stato segnalato alla Camera di Commercio, per le violazioni della normativa contemplata dal Codice del Consumo e dalle direttive comunitarie, e all’Ispettorato provinciale del lavoro per le violazioni in materia di lavoro sommerso e irregolare. E’ stato, inoltre, eseguito il sequestro amministrativo dei prodotti non conformi, di valore commerciale di circa 531.000,00 euro, ed è stata applicata al trasgressore una sanzione amministrativa che prevede un massimo di € 25.823,00.

 

 

S. Agata di Militello, denunciato un catanese che vendeva animali protetti


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2018

I finanzieri della Tenenza di Sant’Agata di Militello, incaricati di eseguire attività di perlustrazione del territorio volta alla prevenzione ed alla repressione dei reati in genere, ad Acquedolci (ME), hanno individuato un catanese mentre era intento a commercializzare vari esemplari di fauna protetta tutelati dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione “C.I.T.E.S.”. Inizialmente, il responsabile aveva esibito solo alcuni esemplari di animali la cui vendita era legale, mentre aveva, occultati all’interno del furgone, altri esemplari di fauna protetta. I militari hanno eseguito l’ispezione del mezzo ed individuato le specie protette la cui precisa identificazione scientifica è avvenuta ad opera di medici veterinari, nominati ausiliari di polizia giudiziaria e prontamente intervenuti.

Il riscontro sulla fauna rinvenuta, ha consentito di accertare e sottoporre a sequestro penale 27 testuggini della specie Testudo Hermanni e 15 volatili tutti riconducibili alla famiglia dei fringillidi, tra cui Verzellini, Fanelli, Fringuelli, Verdoni e Lucherini, sicuramente provenienti da attività illecita di uccellagione, in quanto tutti sprovvisti di anello identificativo R.N.A. Le tartarughe e gli uccelli sono stati sequestrati e subito affidati al Centro Recupero Fauna Selvatica di Messina che successivamente procederà alla loro liberazione in natura, non prima di aver ripristinato il loro completo stato di salute. Il responsabile, già gravato da specifici precedenti, è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Patti per le violazioni commesse, per le quali è prevista la pena dell’arresto fino a 3 anni e l’ammenda fino a 300.000 euro.

Circuiscono un'anziana e si impossessano di beni per un valore di 3,5 milioni di euro


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2018

Avevano circuito un'anziana e, abusando dello stato di ridotta capacità, si erano impossessati di una ingente somma di denaro. Dopo la sua morte esce fuori anche un falso testamento che li vede eredi del suo patrimonio. Le indagini della Guardia di Finanza, hanno smantellato il piano criminale dei tre e sequestrato tutto ciò che avevano indebitamente preso alla povera anziana: immobili, disponibilità finanziarie su conti correnti, titoli ed obbligazioni per un totale complessivo di 3,5 milioni di euro.

Le indagini eseguite dalla Tenenza hanno consentito di accertare l’attività criminale commessa da tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare che, in concorso ed unione tra loro, avevano abusato dello stato di ridotta capacità di un’anziana, sottraendole denaro dai conti correnti ed inducendola ad indicarli quali eredi universali del suo patrimonio attraverso la sottoscrizione di un falso testamento olografo. Dagli accertamenti svolti, è emerso che gli indagati avevano soggiogato l'anziana che versava in evidente stato di timore e terrore, prendendone completamente il controllo delle disponibilità economiche. Difatti, l’esame delle movimentazioni bancarie sui conti correnti dell’anziana ha evidenziato che dal momento in cui gli indagati erano improvvisamente comparsi nella vita della donna, i prelievi dai conti della stessa si erano decuplicati.

Per questo motivo, già nel corso delle indagini, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria venne nominata un’amministratrice di sostegno e veniva eseguito un primo decreto di sequestro preventivo di rapporti bancari e finanziari intestati alla stessa con il quale sono stati vincolati conti correnti, titoli ed obbligazioni per quasi 2 milioni di euro. Ma i tre avevano progettato un piano che venne alla luce dopo la morte dell'anziana. Presentarono, infatti, un testamento olografo che li vedeva nominati eredi universali. Sulla base degli elementi acquisiti nel corso delle indagini è apparso del tutto inverosimile che la stessa avesse potuto nominare quali eredi universali gli indagati, facendo ritenere il testamento frutto di ripetute pressioni e condizionamenti. Sulla base di tali indagini, il Sostituto Procuratore Sarah Caiazzo, che ha diretto le indagini svolte dai finanzieri, ha richiesto ed ottenuto un ulteriore decreto di sequestro preventivo di 21 immobili e 10 ettari di terreni di proprietà della defunta, per un valore stimato di oltre 1,5 milioni di euro.

I tre indagati, R. C. di 73 anni 73, C. R. di 54 anni e R. A. di 21 anni, dovranno ora rispondere dei reati di circonvenzione di incapace, falsità in testamento olografo, falso in scrittura privata e falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale.

 

 

Quattro centri scommesse illegali scoperti dalla Guardia di Finanza a Milazzo e Pace del Mela


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2018

I finanzieri della Compagnia di Milazzo hanno proceduto al sequestro di attrezzature informatiche presso quattro locali, ufficialmente adibiti a Internet point, che funzionavano da centri di raccolta e gestione di scommesse non autorizzate per conto di allibratori esteri privi delle necessarie concessioni rilasciate dall’Amministrazione dei Monopoli ad operare nel territorio nazionale. L’operazione è stata eseguita nell’ambito di articolati servizi di controllo economico del territorio disposti dal Comando Provinciale, finalizzati anche alla repressione del fenomeno del gioco d’azzardo e delle scommesse illegali, effettuate in collaborazione con personale dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato di Messina.

Le postazioni installate nei pubblici esercizi oggetto dei controlli, permettevano collegamenti a piattaforme che consentivano le scommesse su eventi sportivi di ogni genere offrendo quote superiori rispetto ai centri autorizzati. La raccolta e gestione delle scommesse avveniva per conto di clienti non registrati o privi di un account personale, ed in tali casi provvedeva il centro stesso, garantendo l'anonimato del soggetto, a permettere l'intermediazione delle scommesse e consentire la puntata, raccogliendo le somme corrispondenti alle giocate. L’illecita attività veniva svolta a Milazzo e Pace del Mela all’interno di locali pubblici ubicati in pieno centro urbano, nel rispetto apparente di tutte le prescrizioni di legge. Nei quattro pubblici esercizi, oggetto del controllo, sono stati sottoposti a sequestro il materiale divulgativo, 9 personal videoterminali, 6 stampanti e tutta la strumentazione informatica utilizzata per poter disporre in tempo reale, attraverso il collegamento telematico con la società di scommesse estera, delle quotazioni dei vari eventi sportivi e stampare le ricevute delle scommesse.

 

 

 

 

 

 

Viaggiava con 57 chili di Marijuana nel bagagliaio, arrestato pregiudicato messinese


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2018

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina, nel corso degli ordinari servizi di controllo economico del territorio, hanno rinvenuto presso l’approdo dei traghetti che collegano la Sicilia con la penisola oltre 57 chilogrammi di marijuana all’interno del bagagliaio di un’autovettura, condotto da un pregiudicato messinese. La sostanza stupefacente era sigillata in 4 grossi involucri, avvolti in numerosi strati di cellophane e sigillati con nastro da imballaggio, nel tentativo di sfuggire ad un eventuale controllo dei cani antidroga. Nel corso dei controlli effettuati dalle Fiamme Gialle sui mezzi in transito nella città dello Stretto, grazie al fiuto del cane Sara, è stata segnalata l’auto, al cui interno è stata rinvenuta la sostanza stupefacente, insieme ad un telefono cellulare in uso al pregiudicato. Il corriere della droga è stato tratto in arresto in flagranza di reato per traffico di sostanze stupefacenti e successivamente sottoposto a custodia cautelare in carcere in attesa di giudizio.

 

Incendio in un garage condominiale di via S. Sebastiano, diversi intossicati


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2018

I Finanzieri del Gruppo di Messina, prima dell’arrivo della Squadra dei Vigili del Fuoco, sono intervenuti nel centro di Messina per soccorrere gli abitanti di una palazzina condominiale ove era in corso un incendio divampato da un’autovettura parcheggiata nel garage dello stabile. Nel corso di un servizio di controllo del territorio, una pattuglia di Baschi Verdi del Gruppo della Guardia di Finanza di Messina è stata allertata da alcuni cittadini allarmati a causa di un incendio sviluppatosi in una palazzina nei pressi di Via San Sebastiano. Giunti sul posto, i Finanzieri hanno riscontrato la presenza di evidenti fiamme ed una copiosa coltre di fumo provenienti da un garage sito al piano terra della stessa palazzina. I militari, pertanto, in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco, hanno evacuato lo stabile, raggiungendo il quarto piano della palazzina per mettere in salvo una donna disabile insieme ad una sua parente. All’arrivo dei Vigili del Fuoco, che grazie al loro tempestivo ed efficace intervento hanno immediatamente domato le fiamme ed impedito ben più gravi conseguenze, i militari della Guardia di Finanza hanno continuato, insieme ai Vigili del Fuoco ed agli operanti del “118” a prestare soccorso ai condomini in difficoltà, alcuni dei quali avevano inalato il fumo proveniente dalle fiamme.

Guardia di Finanza Patti. Sequestrati oltre 10.400 giocattoli non sicuri e contraffatti


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2018

Nell’ambito dell’intensificazione delle attività di controllo economico del territorio disposte in occasione delle ormai prossime festività pasquali, la Tenenza della Guardia di Finanza di Patti ha sequestrato oltre 10.400 prodotti (tra giocattoli, peluches e materiale elettrico vario) privi delle indicazioni minime di sicurezza, riportanti una marcatura “CE” non conforme alla disciplina comunitaria che regola lo specifico settore, nonché contraffatti perché riproducenti loghi e segni distintivi soggetti a copyright.

Le operazioni di servizio hanno riguardato l’attività commerciale gestita da un soggetto di origine cinese, ove è stato possibile accertare la presenza di un’ingente quantità di merce, ordinatamente riposta ed esposta sugli scaffali, pronta per essere venduta ai consumatori. I finanzieri della Tenenza di Patti hanno quindi provveduto ad analizzare la conformità di ciascun prodotto alla specifica normativa nazionale e comunitaria. I riscontri hanno fatto emergere una pressoché diffusa non conformità agli standard di sicurezza imposti dalla legge e la presenza di giocattoli riproducenti marchi contraffatti. Addirittura, per una definita linea di “bambole” per adolescenti, i finanzieri hanno appurato l’apposizione della scritta “DISNFY”, in luogo di quella originale “DISNEY”, di per sé idonea ad ingenerare confusione nell’ignaro acquirente.

A conclusione dell’intervento, il titolare dell’impresa è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di frode in commercio, contraffazione e ricettazione ed è stato, inoltre, segnalato alla Camera di Commercio di Messina per la conseguente irrogazione di una sanzione che va da un minimo di € 1.500 ad un massimo di € 10.000. In totale, i finanzieri della Tenenza di Patti hanno sequestrato 10.400 prodotti che, se venduti, avrebbero illecitamente fruttato oltre € 60.000.

 

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