Presentato in Rettorato il libro “Nel segno del destino. Vita di Salvatore Pugliatti”

E’ stato presentato, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Messina, il libro “Nel segno del destino. Vita di Salvatore Pugliatti” (Edizioni Scientifiche Italiane, 2018) del prof. Luigi Ferlazzo Natoli, già docente dell’Ateneo peloritano. All’incontro erano presenti, oltre all’autore, il Prorettore Vicario, prof. Giovanni Moschella, il prof. Franceso Astone, Direttore del Dipartimento di Giurispudenza, il prof. Massimo Basile, già docente di Istituzioni di Diritto privato presso l’Ateneo messinese, il prof. Antonio La Torre, Presidente Emerito della Corte di Cassazione, autore della  prefazione del libro e l’avv. Nino Sottile Zumbo, che ha curato l’editing e la postfazione della biografia.

Nel corso dell’iniziativa, la figura di Salvatore Pugliatti è stata ricordata sotto il profilo accademico e culturale, evidenziando, in particolare, il forte legame con l’Università di Messina – di cui è stato Rettore per decenni – e con i suoi studenti. Giurista e umanista di comprovata fama, il prof. Pugliatti è stato fondatore della prestigiosa “Scuola giuridica messinese” ed ha perseguito uno stile di studio antidogmatico, sempre alla ricerca della ragion d’essere della norma giuridica e della sua funzione sociale che oltrepassa il dato formale. Riteneva, infatti, che la scienza giuridica fosse, essenzialmente, pratica, idonea a indagare la complessità della realtà e a risolvere, in composizione armonica, i conflitti intersoggettivi. Alcune delle “voci”, da lui elaborate per l’Enciclopedia Treccani, sono ancora oggi pietre miliari del pensiero giuridico contemporaneo. Si pensi, ad esempio, a: Autonomia privata, Autoresponsabilità, Eccezione, Abrogazione.

Epilogo dell’incontro, la citazione – da parte del prof. Luigi Ferlazzo Natoli – di alcuni passi della prefazione testuale, mediante la quale si evince, con chiarezza, come la storia giuridica Italiana e la vita culturale novecentesca, soprattutto messinese, debbano tanto al multiforme ingegno di Salvatore Pugliatti.