Lo sfogo dei direttori artistici dell’Ear: “Volgari illazioni sull’imminente morte del Teatro”

Si è da poco conclusa nella platea del Teatro Vittorio Emanuele, la conferenza stampa dei Direttori artistici Simona Celi e Matteo Pappalardo. Stamane hanno deciso di rompere il silenzio innanzi a giornalisti e personale dell’Ente, per “rassicurare” la città sulla prossima stagione e smentire a muso duro le “volgari illazioni” sull’imminente morte del principale teatro cittadino.

Toni forti con messaggi chiari verso coloro hanno gettato fango per mezzo stampa o – ancor peggio – sui social. La situazione è nota e critica a tutti. Celi e Pappalardo orfani di un Presidente, di un Sovrintendente, di un Cda e del fondamentale bilancio del 2017, si trovano con una stagione pronta e programmata da mesi, che rischia di non esser messa in scena.

Lunedi si insedierà la “commissaria” ad acta, Lo Cascio. L’Ente teatro al momento è in agonia ed in attesa che la Regione – specificatamente l’Assessore regionale alla Cultura Sandro Pappalardo – faccia la propria parte, affinché questo non accada per il bene della città e per la salvaguardia dei dipendenti, degli orchestrali e degli operanti del settore.

Nell’ottica della trasparenza massima che l’Ente persevera nei rapporti con i giornalisti, i cittadini e gli utenti in generale, rilevando una profonda e sentita esigenza nei confronti del pubblico che ha attribuito affetto e presenze nella stagione trascorsa, i Direttori di Musica e Prosa son fiduciosi dell’accensione delle luci del palcoscenico, il secondo più grande e complesso d’Europa.

Alla presenza dell’ex Sovrintendente Bernava, il primo a prendere la parola Matteo Pappalardo, secondo il quale “il Teatro non è morto, invitiamo la politica a fare la propria parte. I tempi del teatro sono differenti da quelli della politica, chiediamo di rispettarli. Non possiamo e non vogliamo sostituirci agli organi competenti, ma qui c’è il serio rischio di bruciare una bella stagione programmata da mesi.”

“Senza un Cda – prosegue il Direttore della Musica – non si può lavorare! Con la stampa e non solo, che ci hanno definiti impreparati, ritenendo il nostro operato e quello dei lavoratori, una triste realtà. In quattro mesi volgari inesattezze ed attacchi meschini che sfoceranno presto in querele, ora diciamo basta!”.

Parole durissime, per il professionista fiero delle proprie scelte artistiche e del lavoro svolto a titolo gratuito. In conclusione, Pappalardo in difesa degli orchestrali, ha definito inaccettabili i concerti sinfonici con soli 18-19 elementi. La soluzione migliore, sarebbe programmare meno concerti ma completi di una vera orchestra sinfonica con 50-60 musicisti.

Un ultimo pensiero, ai dipendenti spesso troppo bistrattati e per nulla rispettati, grazie ai quali, il sipario non è mai rimasto abbassato nonostante le molteplici criticità ataviche del Vittorio Emanuele. Un intervento che ha suscitato applausi tra i presenti.

Ancora più infuocato l’intervento di Simona Celi, che ha evidenziato l’assoluta volontà di non invitare alcun esponente politico (il Sindaco De Luca in primis), ma di rivolgersi direttamente ai cittadini. Il Direttore della Prosa ha dichiarato che le casse dell’Ente sono in positivo e che la stagione appena trascorsa – nonostante alcuni spettacoli tagliati come La Traviata – ha registrato un più 56% di spettatori e quindi d’incasso.

“Il teatro è vivo! -ha affermato Celi- Le attività sono costanti ed il personale presente anche ad agosto. Nessun giornalista ci ha contattato o è salito al quinto piano per vedere carte e conti o chiederci del nostro operato, della situazione. Quando si scrive il teatro è morto, muore anche la città. Il linguaggio volgare ed offensivo che ci ha travolti, non l’avevo mai vissuto nella mia lunga vita lavorativa.”

Senza freni, la Celi afferma di “esser stati lasciati soli dall’ex sindaco Accorinti e che per il Ministero, non esistiamo! Fuori dal nostro territorio, il Vittorio Emanuele non ha una storia, un’assurdità per un teatro importante come il nostro. I tempi sono strettissimi e non possiamo correre il rischio di perdere gli spettacoli programmati e accordati con le Compagnie.”

Tramite la conferenza odierna, si è implorato alla deputazione regionale di proteggere questo teatro e alle forze politiche locali di qualunque colore, di sostenere questo teatro ed al più presto. La “palla” più calda che mai, adesso è nelle mani dell’assessore Pappalardo e a noi messinesi non resta che vivere l’ennesima tragedia, in attesa del lieto fine.