Essere pagati per non guardare lo smartphone: dalla Norvegia arriva Hold

Si chiama Hold, arriva dalla Norvegia, e potrebbe contribuire a sensibilizzare i giovani (e non solamente loro) verso un più congruo utilizzo dello smartphone: questa app potenzialmente rivoluzionaria, ora in diffusione nel Regno Unito, premia infatti chi non utilizza il dispositivo di telefonia mobile, elargendo non proprio dei soldi, bensì sconti, buoni o agevolazioni che possano essere spese per poter acquistare prodotti o servizi.

L’obiettivo dell’app è abbastanza intuibile: Hold vuole incentivare soprattutto i giovani a non utilizzare il cellulare, rompendo (o quanto meno contenendo) la dipendenza verso questo accessorio, sempre più diffusa in tutti i possessori di smartphone, e non solamente tra gli under 20. D’altronde, lo stesso nome dell’app sembra ben essere in grado di far comprendere a cosa punta: Hold significa “trattenere”, “resistere” e, in tal senso, sembra essere la giusta chiave motivazione per chi vuole – appunto – resistere dalla tentazione di prendere in mano lo smartphone per poter consultare continuamente social e altre app, o ancora per poter giocare ai Casinò o guardare video. Ma come funziona?

Il funzionamento di Hold è abbastanza semplice. Il software premia infatti quelle persone che non utilizzano per almeno 20 minuti il proprio cellulare, ricompensando questo “sforzo” con punti, convertibili poi in premi. Di contro, l’app non prevede sanzioni per chi invece sceglie di utilizzare lo smartphone senza alcun limite, divenendo così un software liberamente installabile senza temere alcun malus. Per quanto invece attiene i premi, il regolamento di Hold attualmente prevede un catalogo abbastanza ricco, che spazia dai biglietti del cinema agli sconti sui viaggi.

Ma potrebbe funzionare anche qui in Italia una simile piattaforma? Difficile da dirsi. Ma a volersi ispirare a quanto sta avvenendo in altre parti d’Europa, sembrerebbe che vi siano delle interessanti opportunità: in Norvegia l’applicazione è infatti utilizzata da più del 40% degli studenti, e in Gran Bretagna – dove ha iniziato il suo percorso da tempi più recenti – sta riscuotendo un clamore abbastanza significativo, che fa ben sperare sulla sua sostenibile crescita.

D’altronde, che sia sempre più diffusa e sempre più condivisibile la volontà di disintossicarsi dai social media e dall’esigenza di dimostrare di essere sempre connessi, è sotto gli occhi di tutti. E non è certamente un caso che i big di settore si stiano costantemente impegnando per poter realizzare una cultura della “sostenibilità” che possa allentare le morse della dipendenza tecnologica. La stessa Apple, non più tardi di qualche giorno fa, ha rilasciato delle nuove linee guida indirizzate ai genitori (e non solo) che indicano come potersi comportare nelle relazioni con i propri bambini e con la tecnologia, al fine di evitare che i più piccoli finiscano con il prender “cattive” abitudini.

Proprio in Europa, la necessità di contenere l’utilizzo di smartphone e tablet sta focalizzando la giusta attenzione nei confronti delle scuole, mediante non solamente delle sensibilizzazioni culturali che richiedono più tempo per poter essere inglobate, quanto anche mediante regole specifiche ed esplicite. Non ci resta che attendere i risultati…