L’Enogastronomia fulcro del turismo esperenziale a Messina

Messina vuole distinguersi e puntare sul turismo esperenziale. E’ quella forma di turismo selettivo che vuole selezionare viaggiatori in cerca della qualità in ogni settore. Al Marina del Nettuno si è parlato del turismo enogastronomico che, insieme a quello culturale, è sempre più in crescita. Erano presenti i tre “Ambasciatori del Gusto”, Pasquale Caliri, Francesco Arena e Lillo Freni, il docente universitario Filippo Grasso, il presidente di Nonoslocibus Fabrizio Scaramuzza e il presidente di Confcommercio Ivo Blandina.

A spiegare lo scopo del focus odierno è stato il chef Pasquale Caliri: “Questo incontro nasce da uno stimolo del convegno nazionale di Ambasciatori del Gusto di Napoli, durante il quale abbiamo scoperto che Messina è la seconda città d’Italia per densità di traffico turistico dopo Napoli. Una opportunità che dovremmo cogliere al volo, non solo nel settore dell’Enogastronomia, ma anche in altri settori”.

Un ente che può avere un ruolo fondamentale per far sì che il turismo esperenziale possa svilupparsi anche sul territorio messinese, lo potrà svolgere certamente la Camera di Commercio, come ha sottolineato il suo presidente Ivo Blandina: “Siamo impegnati a promuovere la filiera del turismo, sfruttando gli elementi del turismo enogastronomico e altri aspetti che attirano quello esperenziale. Affinchè ciò si possa verificare, è necessario che i vari soggetti agiscano in gruppo creando un vero lavoro di squadra. Convincere i singoli soggetti a non lavorare singolarmente senza alcun coordinamento, è semplice, basterà fargli notare che se continueranno su questa strada produrranno solo un esborso economico con pessimi risultati.

Il prof. Filippo Grasso, ha voluto sfatare un luogo comune in merito al turismo crocieristico: “Al momento non c’è un organo istituzionale che monitorizzi la spesa di questo turista di transito in città. Ma non credo siano interessati al turismo esperenziale. Piuttosto è il viaggiatore che vuole assaporare le specialità del luogo e ha le idee chiare sulla vacanza di qualità che vuol eeffettuare, a far parte di questo segmento turistico. Il turismo enogastronomico è in crescita ovunque, ma Messina non ha recepito questo input. La promozione in Sicilia è tantissima, in questo caso bisogna solo raccontare un territorio. Il propulsore credo debba essere la Camera di Commercio che dovrà, insieme ad altri enti come l’Università, affiancare tutti gli operatori del settore.

Sulla stessa lunghezza d’onda del prof Grasso, anche l’Ambiasciatore del Gusto Lillo Freni: “Abbiamo tanto da raccontare, non dobbiamo persuadere nessuno, dobbiamo fare arrivare qui i turisti ed esprimere la nostra arte”. Francesco Arena ha raccontato anche una sua “piccola esperienza” di turismo esperenziale: “In pratica è ciò che faccio tutti i giorni. Ogni giorno apro il mio laboratorio ai turisti. In passato abbiamo preparato la focaccia messinese insieme a degli studenti stranieri, che hanno gustato il prodotto messinese in spiaggia di fronte alla meraviglia dello Stretto”.

Per Fabrizio Scaramuzza di Nonosolocibus: “Si deve costruire un percorso per valorizzare la nostra città, poiché abbiamo tutti i numeri per farlo. Io rappresento la fondazione Albatros a cui si rivolgono diverse aziende ragusane o dell’Etna. Molte aziende non partecipano più ad eventi e fiere, preferiscono investire sulla propria struttura e sul proprio territorio. Stiamo lavorando su un progetto che si chiama Messina Food & Wine tour. Per fortuna adesso il tafazzismo messinese sta per finire, perché la gente si sta rendendo conto delle qualità che esistono sul territorio”.