Se non si realizzano gli approdi per le Feluche, la tradizionale pesca del pescespada rischia l’estinzione

Lo scorso aprile 2019, il Dipartimento Ambiente e Sanità ha vietato di tirare a secco sulle aree demaniali marittime le imbarcazioni da pesca e da diporto, nonché l’installazione di arnesi vari e lo stazionamento di carrelli. Con comunicazione giunta in questo mese di agosto, la Capitaneria di Porto di Messina, ha intimato a tutti i proprietari di feluche, gli storici e tradizionali motopesca utilizzati per la pesca del pesce spada, di non tirare a secco sulle predette aree demaniali le imbarcazioni al termine del periodo di pesca, tradizionalmente stabilito nella fine del mese di agosto.

L’Amministrazione comunale di Messina, ha già dimostrato la propria attenzione riguardo a questa tradizionale attività, che caratterizza il nostro Stretto nel mondo, attraverso la presentazione di un progetto per la realizzazione di un approdo-ricovero per queste imbarcazioni, alla foce del Torrente Papardo. In attesa della realizzazione di questa infrastruttura, i proprietari della barche si troveranno in grave difficoltà, in quanto, a pochi giorni dal disarmo, saranno costretti a dovere individuare delle nuove soluzioni per il ricovero delle barche.

Ad oggi, non sembrano ancora essere stati individuati i punti di ricovero che il Comune, per il tramite dell’assessore al ramo, aveva più volte annunciato di individuare: due nella zona ionica e uno uno nel litorale tirrenico.

Ciò comporterà che i proprietari delle imbarcazioni, per non esporsi al rischio di ricevere pesanti verbali, dovranno in gran fretta individuare dei cantieri navali dove tirare in secco le imbarcazioni. Tuttavia questa opzione graverà di ingenti costi di gestione i proprietari delle imbarcazioni, costretti a dover affrontare le spese relative all’attività di alaggio e varo, di stazionamento e custodia, nonché di cura e manutenzione, che dovranno essere affidate a ditte specializzate mentre ad oggi sono state compiute dagli stessi equipaggi nel periodo di fermo dell’attività.

Se ne ricava, quindi che questo aumento dei costi, protratto nel tempo metterà sicuramente a repentaglio la prosecuzione dell’attività, mettendo così a rischio il patrimonio di storia e tradizioni culturali che affascina i messinesi ed il mondo intero.

Pertanto i consiglieri comunali di Messina Giovanni Scavello (Lega) e Giovanni Caruso (Bramanti sindaco) chiedono all’Amministrazione:

– a che punto si trova l’iter di individuazione, lungo il litorale, di luoghi ove il Comune di Messina consenta il rimessaggio delle imbarcazioni;

– quali interventi si ritiene di porre in essere in via di urgenza per la tutela delle Feluche nelle more della realizzazione dell’ approdo ricovero alla foce del Torrente Papardo;

– Se il Comune di Messina ritiene di valutare favorevolmente la possibilità di consentire  l’alaggio e varo delle feluche nel tratto di litorale tra Sant’Agata e Ganzirri ove, storicamente le imbarcazioni di che trattasi vengono ricoverate.

Una risposta a “Se non si realizzano gli approdi per le Feluche, la tradizionale pesca del pescespada rischia l’estinzione”

  1. Perché da anni cercano di distruggere questa bella realta a malincuore dico che ci stanno riuscendo non facciamo che pagare tasse su tasse ci mancava pure questo non ce la facciamo più. Traetene voi i risultati

I commenti sono chiusi.