Bagno di folla per la tradizionale festa della Vara a Messina

E’ partita puntualissima alle 18.30 da piazza Castronovo, la Vara messinese. L’enorme “machina votiva” di circa 14 metri di altezza e ben 8 tonnellate di peso, è stata trascinata da centinaia di tiratori aggrappati alle corde lunghe 120 metri. Attorno alla base, poggiati ad un reticolo di stanghe a crociera, vogatori e timonieri ne dirigono il percorso di volta in volta correggendo eventuali sbandamenti del carro. Il nome Vara è spesso alternato a quello di Bara, tale essendo la teca che contiene il corpo esangue della Madonna, posto nel piano di base della struttura.
Quest’anno la presenza di fedeli e curiosi è stata notevolmente superiore a quella dell’anno precedente. Un mare di folla ha seguito la festa messinese per eccellenza che si rinnova ogni anno a Ferragosto.
La Vara si muove per trascinamento attraverso una enorme slitta che scivola sul selciato reso bagnato da diverse autobotti. Fino al primo decennio del dopoguerra gli angioletti della Vara erano impersonati da bambini (spesso orfani degli istituti messinesi) mentre la Madonna in cima alla Vara era una ragazza scelta per sorteggio. A seguito dei numerosi incidenti che alcune volte sfioravano autentiche disgrazie si è provveduto, a metà ‘800, di diminuire l’altezza della Vara e sostituire i personaggi con figure di cartapesta.
Quest’anno il Prefetto era assente per motivi di salute, ma non ha fatto mancare il suo tradizionale omaggio floreale. Una ricordo della manifestazione è stato consegnato dal Comitato Vara al sindaco Cateno De Luca che ha seguito la manifestazione insieme ai rappresentanti della giunta e delle società partecipate.
Alle 20.37, l’enorme machina votiva è arrivata all’incrocio tra la via Garibaldi e la via Primo Settembre per la difficile manovra della “girata” che ha richiesto circa 20 minuti di preparazione da parte di tiratori delle corde. Manovra che è stata effettuata in modo perfetto Ultima sosta con intermezzo musicale del cantante messinese neomelodico Natale Galletta che si è esibito nella classica “Ave Maria”, e infine ultimo “strappo” fino a piazza Duomo, dove si è svolto il tradizionale taglio delle corde e la benedizione dell’Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla. Ultimo atto, come da tradizione, i fuochi d’artificio sparati dalla Zona Falcata, molto belli e scenografici.