Lo sbaraccamento trova un enorme ostacolo in consiglio comunale e De Luca minaccia dimissioni

Il Consiglio comunale di Messina, a parole, vuole il risanamento, ma i fatti e le votazioni in aula dicono altro. Il Sindaco Cateno De Luca non ci sta a questo gioco al massacro e si dice pronto a dimettersi se l’iter della costituzione dell’Agenzia del Risanamento, passaggio fondamentale per lo storico sbaraccamento in città, verrà ancora ostacolato. Ieri sera durante la seduta del Consiglio comunale erano presenti anche i deputati regionali e nazionali messinesi  Antonio De Luca, Elvira Amata, Ella Bucalo, Francesco D’Uva, Grazia D’Angelo, Pietro Navarra, Valentina Zafarana e Matilde Siracusano, assente l’assessore regionale alle infrastrutture Mario Falcone. Il Consiglio si è arenato su una questione meramente politica sul trasferimento di 500 mila euro dalla Regione al Comune per costituire l’Agenza e sui tempi della sua costituzione, mentre il sindaco ha spiegato che la norma prevede il trasferimento dei fondi dopo la costituzione della stessa Agenzia, altrimenti Palermo non potrebbe mai finanziare qualcosa che non esiste.

Il Consiglio comunale prende il via con gli interventi dei consiglieri i quali sono tutti favorevoli al risanamento, ma chiedono chiarimenti sull’Agenzia e sui vari passaggi che la norma prevede. Il sindaco De Luca chiarisce tutti i passaggi, ma si rende conto che dal Consiglio comunale arriva un messaggio che non gradisce e comprende che c’è una opposizione che vuole prendere tempo, dimenticando il vero problema e i l succo della questione. De Luca ritiene si stia perdendo tempo e sprecando denaro pubblico per parlare del nulla. Dichiarazione che non è gradita al presidente del Consiglio comunale, Claudio Cardile, il quale chiede al Sindaco rispetto per l’Aula. Il Sindaco replica che non presterà il fianco ad un gioco al massacro, ribadendo che se si vuole la semplificazione dell’iter, è necessario fare l’Agenzia, se si vuole dare una risposta concreta e rapida alla città di un problema che è diventato una vergogna nazionale. De Luca a questo punto non ha dubbi: “Quest’Aula mi sta dando un segnale chiaro di cui prendo atto. C’è un cortocircuito evidentissimo, vorrà dire che farò la scelta di continuare a svolgere le funzioni di deputato regionale e mi farò da parte come sindaco. La delibera è stata consegnata 20 giorni addietro ed è assurdo chiedere ancora tempo”.

Il sindaco De Luca propone un emendamento per cassare il punto all’ordine del giorno che prevede il trasferimento dei 500mila euro, prima della costituzione dell’Agenzia e un emendamento che impone scadenza del 7 settembre per la costituzione della stessa Agenzia. La prima votazione vede sei consiglieri favorevoli: Bonfiglio, Russo, Sorbello, Pergolizzi, Rizzo e Zante; sei contrari: De Leo, Caruso, Interdonato, Gennaro, Scavello e Gioveni; e otto astenuti: La Fauci, Cardile, Argento, Cannistrà, Cipolla, Giannetto, Mangano e Pagano. L’emendamento è stato bocciato ed il Sindaco abbandona l’aula insieme ai due assessori Dafne Musolino e Salvatore Mondello. Anche l’emendamento che prevedeva la scadenza del 7 settembre viene respinto con dieci voti favorevoli: Bonfiglio, De Leo, Gioveni, Interdonato, La Fauci, Pergolizzi, Rizzo, Russo, Sorbello e Zante; e dieci contrari: Argento, Cannistrà, Caruso, Cipolla, Gennaro, Giannetto, Mangano, Pagano, Scavello e Cardile. La frattura si è consumata su un argomento fondamentale per la città e De Luca non intende cedere, è stato chiaro in Consiglio e se non riuscirà nel suo intento di togliere le baracche a Messina nei tempi previsti, proseguirà a fare il deputato regionale e si dimetterà da sindaco.