De Luca: “Sciacca ha speculato su Giampilieri”, Sciacca: “Lo porto in Tribunale”

Si infiamma la campagna elettorale a Messina che vede un durissimo scontro tra i candidati De Luca e Sciacca, che potrebbe avere anche risvolti di tipo giudiziario. La vicenda è stata evidenziata anche dal quotidiano nazionale La Repubblica e riguarda gli incarichi dell’ing. Sciacca in merito ai lavori di messa in sicurezza del villaggio di Giampilieri, dopo la terribile alluvione che provocò 37 morti. De Luca ha presentato una interrogazione parlamentare all’Ars per avere chiarimenti in merito al numero degli incarichi, alla eventualità che la somma dovesse prima transitare da un fondo unico e che la Regione dovesse trattenere il 50% ,ed infine sulla modalità di pagamento relativi a tali incarichi (che sarebbero 34 per un totale di circa 314 mila euro). La questione è stata ribadita da De Luca durante il comizio di ieri al Rione Annunziata ed oggi arriva la dura replica di Sciacca, il quale considera quella di De Luca una “campagna diffamatoria con le consuete provocazioni intimidatorie che lo hanno da sempre contraddistinto. Probabilmente ha confuso la città di Messina con un ovile e non riesce a discernere fra un confronto civile e una faida fra clan”. Sciacca nella sua replica ricorda i “siparietti” di De Luca in mutande ed in compagnia di una pecora, ma rammenta anche i trascorsi giudiziari compresa la condanna della Corte dei Conti. Il candidato del Movimento 5 stelle ritiene, inoltre, che quella di De Luca sia una “stravagante interpretazione delle carte processuali”. Sciacca ricorda anche, ma lo ha fatto lo stesso De Luca ieri durante il comizio, che “la procura di Messina ha presentato ricorso contro la sentenza di primo grado che ha assolto Cateno De Luca da due degli otto capi di imputazione per i quali era sotto processo”. A tal proposito De Luca ha ribadito di avere presentato anch’egli ricorso, ma che in ogni caso si tratta di reati prescritti e non c’è nessun pericolo di decadenza, come dichiarato da Sciacca. “Accetto ben volentieri la sua richiesta di un confronto -conclude Sciacca-, ma non si terrà però in piazza, con dinamiche da Far West tanto care a De Luca, ma nelle aule di un Tribunale. Gli concedo anche il vantaggio di giocare “in casa”, in un luogo che suo malgrado conosce molto bene”.