Operazione Beta, al via gli interrogatori, in sei si avvalgono della facoltà di non rispondere

Scena muta per sei degli arrestati per l’operazione Beta. Sono finiti in brevissimo tempo, quindi, gli interrogatori del gip Salvatore Mastroeni.  Il primo ad avvalersi della facoltà di non rispondere è stato Vincenzo Romeo, nipote del boss catanese Nitto Santapaola considerato il reggente della cellula messinese di Cosa nostra a Messina. Si sono avvalsi della stessa facoltà anche Benedetto Romeo, Pasquale Romeo, Antonio Romeo, Antonio Lipari e Salvatore Lipari.

Sta rientrando in Italia ed è pronto a costituirsi il costruttore Carlo Borella, ex presidente dell’Ance di Messina, al quale i carabinieri non avevano potuto notificare l’ordinanza che dispone i domiciliari perché si trovava all’estero. “La misura non è stata eseguita solo perché si trovava all’estero per motivi di lavoro” precisano gli avvocati Alberto Gullino e Isabella Barone, suoi difensori “una volta appreso dell’emissione della misura il costruttore ha comunicato all’Autorità Giudiziaria di essersi attivato per il rientro in Italia nel più breve tempo possibile, al fine di costituirsi e rendere interrogatorio innanzi al Giudice a chiarimento della sua totale estraneità ai fatti contestati”.

Si era già costituito giovedì sera all’aeroporto di Fontanarossa Fabio Lo Turco, anche lui si trovava all’estero, precisamente a Malta.