Si improvvisa “svuota cantine” e rimane incastrato sotto un ponte con il furgone a noleggio

Durante il controllo del territorio, una pattuglia della Polizia Municipale di Messina ha rinvenuto una catasta di mobili che recava un codice di ritiro ingombranti apparentemente rilasciato da Messinaservizi. Insospettiti dal numero di mobili (Messinaservizi ritira massimo 3 pezzi per volta e in questo caso erano molti di più), è stato eseguito un ulteriore controllo scoprendo che il codice ritiro faceva riferimento al prelievo di un frigorifero in un’altra via della città: in sostanza si erano appropriati del codice per non insospettire la Polizia Municipale di fronte a quella catasta di mobili, ma gli è andata male. Sono quindi scattate le indagini, perlustrata la zona, è stato individuato un appartamento, da poco liberato, e dal dato catastale si è risaliti facilmente all’improvvisato imprenditore che si era preso in carico i mobili per smaltirli. Chiamato a giustificare l’utilizzo del codice ritiro falso, l’improvvisato imprenditore ha riferito agli agenti della Sezione Ambientale di aver conferito presso la piattaforma di Messinaservizi il resto dei rifiuti, ma la sua versione non ha convinto gli agenti che hanno continuato a indagare, scoprendo che oltre ai mobili accatastati sul marciapiede ed etichettati con un finto codice, anche altri materiali erano stati portati via dall’appartamento con un furgone preso a noleggio. E’ stata quindi rintracciata l’agenzia di noleggio, il cui responsabile ha riferito agli agenti che quel furgone noleggiato era stato oggetto di un singolare incidente che lo aveva gravemente danneggiato poiché era rimasto incastrato sotto un ponte del centro cittadino. Perlustrata la zona del sinistro gli agenti hanno ritrovato, all’interno di un capannone abbandonato, il resto dei mobili, smembrati e accatastati pronti per essere riutilizzati come legna da ardere in un forno per cuocere il pane che sarebbe finito sulla tavola degli ignari consumatori.

E’ scattato dunque il blitz: questa mattina gli agenti del Reparto Ambientale e della sezione di Polizia Amministrativa coordinati dall’Isp. C. Giuseppe Cifalà , con la collaborazione degli Ispettori Ambientali, sono entrati in azione all’alba, avvolti da una nuvola di fumo denso e maleodorante proveniente dalla canna fumaria del panificio, cogliendo in flagranza il titolare del panificio intento ad alimentare il forno per la panificazione con i mobili provenienti dall’appartamento frantumati ma ancora ben riconoscibili da dettagli quali maniglie, inserti, bugnature, laccature e vernici di colori particolari che non lasciavano dubbio alcuno sulla loro provenienza. Per l’improvvisato imprenditore e per il panettiere trasgressore delle norme igienico-sanitarie è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 256 del Decreto Ambiente D.Lgs 152/06 e art. 5 legge 283/62, mentre il capannone contenente l’incredibile quantità di mobilia ed il forno sono stati sottoposti a sequestro giudiziario.