Travolsero e uccisero un 19enne a bordo di uno scooter e si fecero selfie in caserma

Prima di essere interrogati, dopo aver travolto e ucciso con l’auto un ragazzo di 19 anni su uno scooter, si facevano i selfie nella caserma dei carabinieri. A immortalarli sono state le videocamere della caserma.
Il particolare emerge dall’inchiesta che ha svelato chi fosse il reale conducente dell’auto che nel giugno scorso a Taormina ha speronato la moto, ammazzando il giovane. Per molto tempo si è addossato la colpa dell’incidente a uno dei cinque giovani che erano a bordo della macchina. Una scelta presa per proteggere dall’accusa di omicidio stradale l’amico realmente al volante. A dicembre dello scorso anno il colpo di scena: il ragazzo indagato ha rivelato che il giorno dell’incidente non era lui alla guida dell’autovettura, ma il 26enne A.C. di Piedimonte etneo, già noto alle forze dell’ordine. Le indagini, aperte dopo la rivelazione, hanno permesso di accertare che effettivamente al volante c’era il giovane arrestato oggi. I cinque amici avevano detto il falso dopo essersi accordati perchè l’indagato era l’unico a non aver assunto alcol e droga.
La vittima, che guidava lo scooter con a bordo la fidanzata andò a sbattere contro la fiancata posteriore dell’auto che, nella stessa direzione di marcia, aveva improvvisamente svoltato a sinistra. A causa del violento impatto il ragazzo perse il controllo dello scooter, mentre la macchina andò a urtare contro lo spigolo di un’abitazione. Il giovane, trasportato d’urgenza all’ospedale di Taormina, morì poco dopo, mentre la fidanzata ricoverata in prognosi riservata per più di 30 giorni per le diverse lesioni subite alle gambe e agli organi riuscì a cavarsela. Adesso il 26enne A.C. è stato condotto in carcere e dovrà rispondere della accuse di omicidio stradale pluriaggravato, lesioni stradali pluriaggravate e calunnia.