Tentò di uccidere un connazionale, rintracciato e arrestato 40enne marocchino

Tentò di uccidere un suo connazionale a Furci Siculo, venne processato e condannato, ma si rese latitante dall’aprile del 2019. Al termine di serrate indagini, i poliziotti lo hanno scovato in un Comune del Bresciano e arrestato. Si tratta del 40enne marocchino Miloudi Aboufaris, che dovrà scontare la pena di nove anni.

La vicenda risale al novembre del 2003, quando una donna di nazionalità marocchina, al settimo mese di gravidanza, denunciò delle molestie da parte di un suo connazionale che le aveva formulato esplicite avances, invitandola a lasciare il marito per unirsi a lui. La donna reagì respingendo l’uomo e cercando di scappare ma, quest’ultimo, l’afferrò per le spalle strappandole una camicia e la colpì sul fianco, facendola cadere a terra svenuta.

Non appena risvegliatasi, la donna venne soccorsa e trasportata in ospedale per ricevere le cure del caso. Successivamente, denunciò di essere stata nuovamente avvicinata dal suo aggressore, che le intimò di ritirare le accuse mosse contro di lui, minacciandola di morte.

Nel maggio del 2004 l’uomo fu arrestato, ma, pochi giorni dopo l’esecuzione della misura cautelare, alcuni parenti, tra cui anche Miloudi Abofuaris, bloccarono per strada il marito della donna che aveva subito le molestie, e gli chiesero se intendesse ritirare le denunce presentate contro il parente.

Di fronte al netto rifiuto da parte dell’uomo, gli aggressori, lo assalirono, bloccandolo per le braccia, in modo da non consentirgli la fuga. Contemporaneamente, lo colpirono con sbarre di ferro, calci e pugni.

Un colpo di spranga provocò al malcapitato la frattura della gamba sinistra, impedendogli di scappare. A quel punto, uno degli aggressori cercò di colpire la vittima al busto con un coltello, ma l’uomo riuscì ad afferrare la lama con la mano procurandosi, una ferita da taglio lungo il palmo.

Il gruppo si accanì ancora con le sbarre sulla testa dell’uomo che cercò di bloccare i colpi con le braccia procurandosi, di conseguenza, delle fratture scomposte agli arti.

Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri, nel frattempo giunti sul posto, impedì che l’azione criminosa fosse portata a conclusione.

Dopo il processo e la condanna, Aboufaris, risultò latitante dall’aprile 2019. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Messina, hanno permesso di individuare l’uomo in un Comune della provincia bresciana, presso l’abitazione della moglie, dove intendeva trascorrere alcuni giorni in famiglia.

In collaborazione con i colleghi di Brescia, i poliziotti messinesi hanno arrestato il 40enne e associato in carcere come disposto dall’Autorità Giudiziaria.