Supermarket della droga a Giostra, otto condanne, 73 anni di carcere

L’operazione denominata “Festa in maschera” scattò lo scorso 25 febbraio, quando la Guardia di Finanza arrestò 9 persone che facevano parte di una organizzazione dedita allo spaccio di droga. Adesso sono arrivate le condanne, a conclusione dell’udienza preliminare. Il gup Pagana ha deciso otto condanne per un totale di 73 anni di carcere.

Hanno chiesto il rito abbreviato, che consente uno sconto di pena di un terzo, Gaetano Mauro, Giacomo Lo Presti, Domenico Sottile, Alessio Papale, Giacomo Russo, Carlo Ardizzone, Domenico Batessa e Domenico Papale.

La condanna più pesante, 15 anni e 8 mesi, è per il 28enne Gaetano Mauro, ritenuto il capo e organizzatore dell’organizzazione. Mauro è figlio del killer Carmelo Mauro assassinato a Messina nel 2001, con un colpo di pistola alla testa. 10 anni di carcere per il 36enne Giacomo Lo Presti; 10 anni e 2 mesi per Alessio Papale; 9 anni e 10 mesi per Domenico Papale; 8 anni per Giacomo Russo; 7 anni e 2 mesi per Domenico Batessa; 6 anni e 8 mesi per Carlo Ardizzone;  6 anni e 20 mila euro di multa per Domenico Sottile; Assolto per non aver commesso il fatto, Luca Di Silvestro.

Le indagini, condotte dai militari del Gruppo di Messina e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nascono dagli accertamenti effettuati dopo l’arresto, avvenuto il 26 settembre 2018, di due messinesi, sorpresi agli imbarcaderi dei traghetti privati mentre trasportavano oltre due chili e 400 grammi di cocaina e hashish, nascosti nelle fiancate della loro auto.
Il quantitativo di droga sequestrato, l’elevato grado di purezza, pari al 76%, e le modalità operative adottate dagli arrestati, hanno spinto gli inquirenti a ipotizzare che non si trattasse di un episodio isolato. Il 2 febbraio 2019, le Fiamme Gialle, sempre nell’ambito della stessa inchiesta, arrestarono un messinese sorpreso al rientro da Catania, a bordo di un’auto noleggiata con 5 chili di marijuana.
Le indagini sono proseguite per oltre un anno e hanno portato alla scoperta dell’organizzazione criminale che gestiva un grosso traffico di stupefacenti e che aveva la sua base nel rione Giostra di Messina, con canali di approvvigionamento in Calabria, a Catania e nella stessa città dello Stretto. Nel corso degli accertamenti gli investigatori hanno fatto irruzione nell’abitazione di uno degli arrestati, nel Rione Giostra, sorprendendo due fornitori catanesi, oltre al proprietario della casa e il capo dell’organizzazione, e sequestrando altri 5 chili di marijuana.