Viviana e Gioele, procuratore: “Consulenti medici ci hanno detto ciò che è successo”

“Già i consulenti medici ci hanno detto quello che è successo, già loro hanno delle certezze e ce le hanno comunicate riservandosi l’esito di questi risultati”. lo ha affermato il procuratore di Patti Angelo Cavallo in riferimento alla morte di Viviana Parisi e il figlio Gioele, aggiungendo: “A noi i medici legali delle cose ben precise le hanno già dette. E’ ovvio che a voi non le posso dire, aspettano i risultati istologici ma una chiave di lettura sugli avvenimenti ci è stata data”.

“Sulla morte di Gioele sono aperte tutte le ipotesi”, ribadisce Cavallo parlando con i cronisti davanti alla Procura. “Possiamo escludere alcune piste – dice – però tutto il resto è plausibile. Risposte potranno arrivare solo da alcuni esami specifici”. “Purtroppo per quest tipo di accertamenti ci vogliono dei tempi, non perché il consulente debba andare in ferie. Ad esempio, per gli accertamenti istologici bisogna rispettare una procedura di essiccazione. Se non si rispettano questi accertamenti, questi risultati non hanno valore scientifico. Quindi il tempo serve”, ha sottolineato.

“I resti umani ritrovati ieri mattina sono compatibili con Gioele”, ha continuato il procuratore, aggiungendo come “non è escluso” che “la madre e il figlio siano morti nello stesso punto”. “Tutte le ipotesi sono aperte – ha spiegato -. O una morte contestuale o una morte in momenti separati, dobbiamo verificarlo. Le emergenze più importanti arriveranno dagli accertamenti medico-legali”. I resti del piccolo, ha aggiunto Cavallo, “sono stati trascinati in più punti dagli animali selvatici. Noi riteniamo che ci sia stato un intervento quantomeno successivo degli animali”. “Questo è sicuro – ha spiegato -, quell’effetto di dispersione è sicuramente frutto di un intervento di animali o in un momento successivo o al momento dei fatti”.

“Oggi il primo passo da fare è quello di valutare i luoghi dove sono stati ritrovati i vari resti che purtroppo erano sparsi. Si devono valutare i possibili tragitti della signora, del bambino, dei terzi, di animali, oggi c’è questo lavoro iniziale le da fare. Dalla zona dove abbiamo rinvenuto i resti, percorrendo 50-60 metri di boscaglia, si arriva ad un sentiero che potrebbe essere collegato al traliccio, ma è un’area con vegetazione fitta. Trai due luoghi in linea d’aria c’è una distanza di circa 300 metri”, conclude il procuratore.