Sequestrata una sala scommesse intestata in modo fittizio a un parente di Giuseppe Cutè

Dalle dichiarazioni di un pentito, si è risaliti a una intestazione fittizia di una sala scommesse della zona sud, che è stata sequestrata dagli agenti della Polizia di Stato.

Scandagliando le dichiarazioni del collaboratore, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Messina hanno focalizzato l’attenzione su svariati soggetti, tra i quali Paolo Gatto di 23 anni, figlio di Puccio Gatto (detenuto in regime di 41 bis), Giuseppe Cutè di 40 anni, inteso “Cinzino”, cugino di Paolo Gatto e figlio del defunto Domenico Cutè, inteso “U Sauru”, ucciso il 25 gennaio 2000.

Di recente, Cutè e Gatto sono stati condannati in primo grado – a seguito di giudizio abbreviato – a pesantissime pene detentive per il tentato omicidio nei confronti di Franco Cuscinà, avvenuto nell’agosto del 2018. Cutè è stato altresì, colpito da ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Predominio”, poiché ritenuto responsabile di illeciti in materia di stupefacenti.

Paolo Gatto sarebbe implicato in plurime condotte di cessione di sostanze stupefacenti. Cutè, invece, nel corso delle indagini si è reso “protagonista” di una fittizia intestazione ad un giovane parente, insospettabile perché incensurato, di una sala giochi nella zona sud della città, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione.

Pertanto la Procura di Messina, ha emesso due misure cautelari nei confronti di Gatto e Cutè ai quali, il relativo provvedimento limitativo della libertà personale, è stato notificato in carcere poiché detenuti per altre cause. Il Gip ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo di una ditta individuale formalmente intestata ad un congiunto di Cutè ma, di fatto, riconducibile a quest’ultimo per la gestione di una sala scommesse.