Provocavano risse nei locali per fare assumere amici come buttafuori, 12 condanne

Arrivano le condanne in merito al processo che vedeva alla sbarra dodici persone, accusate di avere provocato volutamente risse all’interno dei locali della movida, per poi offrire un servizio di vigilanza e buttafuori. Gli imputati erano riusciti ad imporre ai titolari di locali pubblici il pagamento di somme di denaro per l’assunzione di personale addetto alla vigilanza tentando, addirittura, in alcuni casi, di estromettere la concorrenza.

Il gup Tiziana Leanza ha emesso la sentenza che vede la condanna di Kevin Schepis a 13 anni e 4 mesi, Giuseppe Esposito 11 anni e 10 mesi, Giovanni De Luca 12 anni e 2 mesi, Giovanni Lo Duca, 11 anni e 8 mesi, Eliseo Fiumara 6 anni e 4 mesi, Domenico Mazzitello 6 anni e 8 mesi, stessa condanna per Vincenzo Gangemi; Andrea Fusco 1 anno e 4 mesi, Placido Arena, 1 anno e 8 mesi, Cristian Messina 1 anno e 4 mesi, Antonino Rizzo 1 anno e 10 mesi, Giuseppe Cardia 3 mesi e 10 giorni. Rigettata la richiesta di patteggiamento per Giuseppe Surace che comparirà dinanzia ai giudici in un’altra udienza.

I condannati furono arrestato nel novembre 2019, nel corso dell’operazione denominata “Flower”. Dalle indagini, emerse che Lo Duca e De Luca fossero i mandanti i quali, tramite Schepis, avrebbero provocato aggressioni fisiche, apparentemente immotivate, ai danni clienti di locali notturni. Lo scopo era quello di  costringere i proprietari dei locali e gli addetti alla sicurezza ad assumere Gangemi e Mazzitello, pur non avendo i necessari requisiti, e a corrispondere del denaro per garantire la loro sicurezza e quella all’interno dei locali. Le aggressioni fisiche, avvenute tra i mesi di maggio e giugno 2019, erano, peraltro, particolarmente violente e, in alcune occasioni, provocarono ai malcapitati avventori dei locali, lesioni personali anche gravi con traumi e fratture.

Schepis, Esposito, Fiumara e De Luca, furono arrestati perchè accusati anche di concorso in rapina aggravata e sequestro di persona. I primi tre, sono considerati gli autori materiali della rapina e De Luca, la persona che ha fornito supporto logistico, mettendo a disposizione la propria abitazione. La rapina in questione, riguarda un supermercato di Maregrosso commessa il 18 maggio 2019 e fruttò un bottino di circa 14.000 euro.

Inoltre, Schepis ed Esposito, sono accusati di aver commesso un’altra rapina ai danni di una sala scommesse della zona sud, lo scorso 25 agosto. Il bottino fu di circa 3.000 euro. A Schepis, Fusco e Arena sono contestati i reati di lesioni personali aggravate dal metodo mafioso per aver provocato traumi e fratture ad alcuni avventori di locali notturni, il 4 e il 5 maggio 2019.

A Schepis, Arena e Rizzo, di aver provocato– in concorso tra loro e con altre persone allo stato ignote – lesioni personali aggravate dal metodo mafioso ai danni di un cliente di un lido, il 19 giugno 2019.