Bilanci falsi, 24 avvisi di garanzia ad Accorinti, ex assessori e dirigenti

Il triennio 2014-2016, è finito sotto la lente ingrandimento della magistratura che, tramite il consulente Gaetano Mosella, ha verificato i bilanci del Comune di Messina. Al termine dell’indagine, sono ben 24 gli avvisi di garanzia per l’ex sindaco Renato Accorinti, ex assessori, dirigenti, revisori dei conti e segretario generale. A tutti viene contestato il falso ideologico in atto pubblico in concorso e, il mese prossimo, inizieranno gli interrogatori dei magistrati che, successivamente decideranno se rinviare a giudizio gli indagati.

Ad aver ricevuto l’avviso di garanzia sono l’ex sindaco Renato Accorinti, gli ex assessori Gaetano Cacciola, Guido Signorino, Nina Santisi, Luca Eller Vainicher, Daniele Ialacqua, Sergio De Cola, Nino Mantineo, Sebastiano Pino, Filippo Cucinotta e Patrizia Panarello. Avviso di garanzia anche per i dirigenti Antonio Cama, Salvatore De Francesco, Giovanni Bruno, Vincenzo Schiera, Riccardo Pagano, Maria Canale, Domenico Manna, Antonella Cutroneo e Calogero Ferlisi. “Avvisato” anche l’ex direttore generale Antonio Le Donne. Infine, a ricevere l’avviso di chiusura indagini anche gli ex revisori dei conti Dario Zaccone, Federico Basile e Giuseppe Zingales.

Gli inquirenti ritengono che gli indagati abbiano redatto “atti pubblici ideologicamente falsi”. In sintesi, i magistrati, ritengono che i dirigenti abbiano sovrastimato alcune entrate per equilibrare i bilanci. Entrate che, in molti casi, sono risultate pari a zero euro. A sindaco ed ex assessori, viene attribuita la responsabilità di avere approvato schemi di bilancio preventivi “recanti previsioni di entrata non fondate e comunque non contemplanti somme sufficienti a finanziare i debiti fuori bilancio censiti”. I revisori dei conti, infine, sono accusati di avere espresso pareri favorevoli all’approvazione dei bilanci, nonostante non ci fossero coperture sufficienti e non prevedessero i debiti fuori bilancio.

Alcuni indagati compaiono in alcuni anni e spariscono in altri, perché non ricoprivano più le loro funzioni. Adesso avranno 20 giorni di tempo per presentare una memoria difensiva e, successivamente, convincere i giudici della loro estraneità ai fatti contestati.