Negozio Alimentari come centrale di spaccio, i nomi degli arrestati e i dettagli delle indagini

Sono 13 le misure cautelari  (1 in carcere, 10 agli Arresti domiciliari e 2 all’obbligo di dimora) per altrettante persone ritenute responsabili – a vario titolo – di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, estorsione, furto, ricettazione, riciclaggio e danneggiamento di sistemi informatici, avvalendosi anche di minori nelle condotte di spaccio.

Le indagini hanno disvelato come gli indagati siano riusciti ad assicurarsi illeciti profitti attraverso la vendita di stupefacente, avendo, come centro nevralgico di spaccio, un’attività commerciale di Falcone. Gli indagati si avvalevano, spesso, della forza intimidatrice e della violenza sia per ottenere il pagamento delle partite di droga vendute che per garantirsi l’impunità attraverso la reticenza degli acquirenti quando questi venivano controllati dai Carabinieri.

Le indagini hanno documentato la capacità degli indagati di interloquire con diversi fornitori della Provincia peloritana per l’acquisto di stupefacente secondo l’offerta più vantaggiosa.

Le indagini sono state avviate dopo un sopralluogo presso il “Mercato Florovivaistico”, un immobile in disuso di proprietà del Comune di Falcone, svolto dai Carabinieri di Falcone che avevano rinvenuto 3 piante di “cannabis indica” e raccolto elementi univocamente convergenti che permettevano di ricondurre la coltivazione ad uno degli odierni arrestati. Infatti, lo sviluppo delle indagini, ha fatto emergere emergere come il principale indagato Salvatore  Isgrò. L’uomo avrebbe avviato un’intensa attività di commercio di droga di vario genere (cocaina, hashish e marijuana), utilizzando come base operativa il proprio esercizio commerciale, una rivendita di alimentari a Falcone. L’attività commerciale era utilizzata anche come paravento per ricevere i clienti, concordare le cessioni di droga, i prezzi, le quantità e qualità, in modo da non destare sospetto. I Carabinieri hanno pertanto avviato un’attività di video sorveglianza del locale che ha permesso di documentare l’assidua ed abituale frequentazione della macelleria da parte di soggetti noti alle forze dell’ordine, come assuntori di sostanze stupefacenti e con precedenti per reati in materia di spaccio di sostanze stupefacenti. I movimenti registrati apparivano spesso anomali e non propriamente collegati alla vendita di carne, infatti taluni frequentatori del negozio parcheggiavano il veicolo sul quale viaggiavano, entravano nell’esercizio con circospezione e vi uscivano immediatamente dopo senza alcuna busta per alimenti o, in altri casi, uscivano dalla macelleria tenendo in mano dei sacchetti che, a seguito dei controlli, risultavano contenere stupefacenti di vario tipo e natura. Dall’inchiesta, inoltre, è emerso che gli indagati abbiano cercato di ostacolare i controlli dei Carabinieri danneggiando una telecamera di video sorveglianza, utilizzata dagli investigatori per monitorarli e si siano adoperati per dotarsi di sistemi in grado di captare la presenza di eventuali microspie all’interno della predetta attività commerciale.

E’ inoltre emerso che i principali indagati riuscissero ad interloquire contemporaneamente con diversi fornitori della Provincia peloritana dimostrando sia una grande capacità economica nel pagamento delle partite di droga acquistate che una pervicace e capillare abilità nella distribuzione al dettaglio delle diverse sostanze stupefacenti sia nel comune di Falcone che nei comuni limitrofi anche ad acquirenti di minore età.

Le due figure predominanti nell’attività di smercio di sostanze stupefacenti a Falcone e nei comuni confinanti, hanno evidenziato grande capacità nella organizzazione di un’attività strutturata di commercio di stupefacenti, intessendo rapporti stabili e consolidati con intermediari e fornitori della zona e conquistando una posizione di costante riferimento per i consumatori di droga, anche di minore età.

Infine, è stato riscontrato come il principale indagato ricollocasse monili in oro ed altri preziosi, provento di furto, sul mercato legale, grazie alla complicità di un gioielliere, al fine di finanziare ulteriormente le proprie condotte illecite. Le indagini hanno dimostrato che il sodalizio era pericoloso in quanto i Carabinieri hanno riscontrato numerose cessioni di sostanze stupefacenti, dove gli acquirenti erano anche minori. Uno degli indagati, Mario Gitto, insieme al figlio minore, in diverse occasioni, cedeva sostanze stupefacenti a diversi acquirenti. Marco Schepis, con la complicità di un minorenne, cedeva sostanze stupefacenti a più minori.

L’indagine ha consentito di arrestare in flagranza 3 persone, di sequestrare circa 1 Kg di “hashish”, 200 grammi di “marijuana”, 30 grammi di “cocaina” e sequestrare circa 2.500 Euro quale provento dell’attività di spaccio, oltre a segnalare diversi acquirenti di sostanze psicotrope diverse.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito 13 provvedimenti a carico dei seguenti indagati:

ISGRÒ Salvatore, 52enne, di Merì, destinatario di custodia cautelare in carcere;

GITTO Mario, 45enne, di Falcone, destinatario di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

LA MACCHIA Filippo, 42enne, di Falcone, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

SCHEPIS Marco, 27enne, di Falcone, già detenuto per altra causa, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

SCARPACI Angela, 51enne, di Falcone, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

PANTÈ Tommaso, 49enne, di Gualtieri Sicaminò, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

CURRÒ Antonino, 46enne, di Spadafora, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

CUTTONE Massimo, 24enne, di Falcone, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

IMBESI Vito, 60enne, di Terme Vigliatore, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

CUTÈ Giovanni, 34enne, di Messina, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

CUTÈ Antonino Natale, 42enne, di Messina, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari;

DI BARTOLA Giovanni, 66enne, di Barcellona Pozzo di Gotto, destinatario dell’obbligo di dimora;

RECUPERO Carmelo,47enne, di Barcellona Pozzo di Gotto, destinatario dell’obbligo di dimora.