Si schianta aereo dell’Ethiopian Airlines diretto a Nairobi, tra le vittime l’assessore regionale Tusa

Tragico incidente aereo in Etiopia: un Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines è precipitato dopo il decollo da Addis Abeba mentre era diretto a Nairobi: nessun superstite tra i 157 a bordo (149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio). Tra le vittime ci sono anche 8 italiani: la conferma arriva dal governo del Kenya.

Nella lista passeggeri figura l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, Sovrintendente del Mare della Regione. Tusa era diretto in Kenia, per un progetto dell’Unesco, dove era già stato nel Natale scorso insieme con la moglie, Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del Museo d’Arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo.

Sebastiano Tusa, l’11 aprile 2018  fu nominato assessore ai Beni Culturali dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: aveva preso il posto di Vittorio Sgarbi. Figlio del famoso archeologo Vincenzo Tusa, aveva lavorato come professore di Paletnologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tusa si era occupato di scavi archeologici a Pantelleria, a Mozia, in Iran, Iraq e Pakistan. Nel 2008 ha collaborato a un documentario di Folco Quilici sulla preistoria mediterranea a Pantelleria.

Lo schianto è avvenuto vicino alla località di Bishoftud, ad una cinquantina di chilometri a sud della capitale etiope, alle 8.44 locali, 6 minuti dopo il decollo da Addis Abeba.

Il pilota aveva avuto l’autorizzazione a rientrare dopo avere segnalato dei problemi dopo il decollo, ha reso noto il ceo della Ethiopian Airlines Tewolde Gebremariam. L’aereo, un Boeing 737-8 MAX, era un velivolo nuovo, consegnato alla compagnia aerea a metà novembre. “I controlli e la manutenzione di routine non hanno mai rivelato alcun problema – ha sottolineato -. Era un aereo nuovo di zecca”. Il Boeing 737 precipitato in Etiopia è del tipo “800MAX”, lo stesso dell’aereo dell’indonesiana Lion Air che cadde il 29 ottobre scorso nel Mare di Java pochi minuti dopo il decollo causando la morte delle 189 persone a bordo.