Due infermieri aggrediti all’interno del Carcere di Barcellona Pozzo di Gotto

Si ripetono gli episodi di violenza che vedono coinvolti medici, infermieri e agenti nella struttura penitenziaria barcellonese; infatti è solo di qualche giorno fa l’ultimo episodio che ha visto coinvolti due infermieri che hanno dovuto ricorrere alle cure del locale pronto soccorso per essere stati coinvolti in un evento, un’ennesimo evento che anche coinvolto degli agenti. Dopo i due episodi precedenti, interessati altri due infermieri in occasioni separate, si ripete e si ripresenta la problematica della sicurezza degli operatori nella struttura penitenziaria di Barcellona. Purtroppo si ripropongono temi e preoccupazioni da tempo evidenziati da questa organizzazione sindacale. Le criticità del carcere di Barcellona dopo la trasformazione da OPG ad Istituto multifunzionale ed il trasferimento al Sistema Sanitario Regionale dell’assistenza sanitaria continuano senza soluzione di continuità; particolarmente critica appare la situazione della sezione dedicata all’Articolazione della Salute Mentale dove la questione è complicata dalla flusso continuo di detenuti, determinando una concentrazione di soggetti portatori di disturbi psichici troppo elevata.Lo denuncia la FIMMG medicina penitenziaria.

La Direzione Strategica dell’ASP, per conto suo e con risorse proprie, ha  posto in essere una serie di attività che attraverso la rimodulazione dell’organico sviluppato negli ultimi mesi del 2017 e con il potenziamento con figure specifiche (non presenti in epoca OPG e non trasferite dall’Amministrazione Penitenziaria) ha condotto nel corrente anno ad una decisiva svolta nella gestione sanitaria dei ristretti dell’ATSM con revisione della casistica, la restituzione ai circuiti ordinari dei soggetti non necessitati di permanenza, avvio di attività progettuali specifiche, la proposizione di uno specifico protocollo d’intesa per gestione programmata dell’ATSM, la proposta di rideterminazione dei locali da destinare a detta sezione, alla luce della già maturata esperienza. Ogni sforzo però viene vanificato dalle scelte strategiche dell’Amministrazione Penitenziaria che continua a riempire la sezione in atto destinata all’ATSM e volendo elevare anche fino a 100 le unità di detenuti presenti, perseguendo e privilegiando esclusivamente logiche contenitive e detentive piuttosto che terapeutiche/riabilitative, principi questi ultimi,  posti a fondamento del SSN. Tale scelta, la continua ed ulteriore assegnazione di detenuti con disturbi mentali in tali termini oltre a riproporre logiche manicomiali superate, stigmatizzate e pericolose, ma anche contraria a moderni principi di assistenza sanitaria specifica, rende inattuabile ogni tipo di programmazione strategica. Per altro verso non sono stati assegnati spazi per le attività riabilitative/trattamentali/occupazionali e non sono stati individuati ambiti separati per lo svolgimento delle attività sanitarie in generale e quelle dedicate ai colloqui psichiatrici ed al sostegno psicologico. In queste condizioni ogni tentativo terapeutico/riabilitativo viene mortificato, ogni sforzo organizzativo viene vanificato e si espone, come i fatti hanno dimostrato, il personale a rischio nell’espetamento per proprio servizio.

Ancora risulterebbe che verrebbero anche assegnati detenuti provenienti da altre regioni e nelle sezioni di detenzione ordinaria vengono assegnati detenuti con problematiche psichiatriche rilevanti con generiche motivazioni legate allo stato di salute. Inoltre anche nella sezione “Casa lavoro”, di recente istituzione, è presente una alta percentuale di internati con rilevanti problematiche psichiariche.

Purtoppo si deve registrare che, a fronte dei fatti accaduti, i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria regionale non hanno sentito il bisogno di confrontarsi direttamente con gli operatori sanitari della CC di Barcellona per esaminare le criticità e individuare delle soluzioni condivise.

In questa occasione la FIMMG desidera, anche alla luce delle variegate problematiche relative all’assistenza sanitaria in carcere, segnalare all’Assessorato Regionale della Salute l’opportunità di ascoltare gli operatori di questo delicato settore e si ardisce proporre l’allargamento dell’Osservatorio (ovvero attivazione di un gruppo di lavoro a questo collegato) prevedendo il coinvolgimento di professionisti che giornalmente si confrontano con tali contesti ed esperienza ultradecennale di attività nell’ambito della sanità penitenziaria. La cosa potrebbe rappresentare l’occasione di un arricchimento di conoscenza non indifferente.

In ultimo la FIMMG rivolge un appello al Garante dei Diritti dei Detenuti a vigilare affinchè non si ripropongano le gravi criticità rilevate dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale che ha visto soccombere l’Amministrazione Penitenziaria per le scelte a suo tempo operate di ampliare a dismisura la capacità ricettiva dell’EX OPG senza dotare la struttura di adeguate risorse.