Non tollerava i suoi animali da cortile, arrestato 65enne per l’omicidio Lo Turco

L’arma del delitto è stata ritrovata nella sua abitazione e tra i due c’erano forti dissidi per motivi di vicinato. Queste le prove, considerate schiaccianti, che hanno consentito ai carabinieri di arrestare il 65enne operaio di Mongiuffi Melia, Leonardo Lo Giudice. L’uomo è ritenuto l’autore dell’omicidio di Pietro Lo Turco, trovato ucciso con tre colpi di fucile semiautomatico calibro 12 esplosi alla testa, in un terreno di sua proprietà dove si era recato per svolgere alcuni lavori. Le investigazioni svolte dai Carabinieri si sono rapidamente sviluppate attraverso interrogatori di persone informate sui fatti, sopralluoghi, perquisizioni, esame delle riprese dei sistemi degli impianti di videosorveglianza e mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché indagini tecnico-scientifiche condotte dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Messina.

Si è ricostruita, sulla base delle testimonianze raccolte, prima l’esistenza di dissidi tra la vittima e l’assassino dovuti al cattivo rapporto di vicinato esistente tra i due. Successivamente si sono ricostruiti gli spostamenti dell’indagato il giorno dell’omicidio appurando, tramite il satellitare installato nella sua autovettura che, in un orario compatibile con quello in cui l’omicidio è stato commesso, aveva effettuato un sosta di circa quattro minuti in una località assai prossima alla scena crimine. Contestualmente sono state eseguite numerose perquisizioni nei confronti di cittadini del piccolo comune ionico che detenevano legalmente armi compatibili con quella utilizzata dal killer. Proprio tale attività ha consentito il sequestro del fucile calibro 12 semiautomatico marca Breda legalmente detenuto da Lo Giudice. L’arma, sottoposta ad accertamenti tecnico – scientifici presso il RIS di Messina è risultata essere proprio quella che aveva esploso i colpi mortali all’indirizzo di Lo Turco.

Sulla base dello schiacciante quadro indiziario così elaborato, la Procura della Repubblica di Messina ha ottenuto dal Gip il provvedimento cautelare a carico di Lo Giudice che dovrà difendersi dalla grave accusa di omicidio premeditato, per la quale è prevista la pena dell’ergastolo.