Cartelle pazze, De Luca Risponde a Gioveni: “Cosa faceva tra il 2013 e il 2018? Forse pettinava le bambole!”

Per il sindaco Cateno De Luca, la spiegazione delle cosiddette cartelle pazze inviate a circa 25.000 messinesi (dati errati), dipende dell’inesistenza di una banca dati unica del contribuente che implementa tutti i dati di consumo e servizi urbani di ogni singolo contribuente (dati catastali – contratto elettrico – contratto acqua e gas – nettezza urbana).

“Stiamo lavorando -ha affermato il Sindaco- alla bonifica della banca dati ed alla creazione della banca data unica del contribuente per stanare gli evasori ed applicare il principio pagare tutti per pagare meno”.

Allo stato attuale si riscontra una evasione media di circa il 50% su tutti i tributi e servizi a richiesta individuale. Ogni anno si è registrato lo stesso problema dei dati errati, ma al solito non si è proceduto alle correzioni consequenziali.

“Questa volta -spiega De Luca- la situazione degli errori è più ampia perché sono stati notificati circa 25 mila cartelle rispetto alle 3 mila cartelle notificate negli anni precedenti. Chi parla di danno erariale (il riferimento è al consigliere Gioveni ndr) per il costo delle notifiche delle cartelle errate, dimostra di non conoscere la materia e di aver omesso di denunziare che il danno erariale si è sicuramente avuto negli anni precedenti per la mancata notifica delle cartelle, con la consequenziale prescrizione dei tributi e danni per oltre cinque milioni di euro annui. Che faceva questo Consigliere comunale tra il 2013 ed il 2018? Forse pettinava le bambole!!!”.

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