Vaccino anti-covid, Genovese: “Manca un piano per gli studenti universitari”

«Ho chiesto al governo regionale di valutare l’opportunità di avviare, al più presto, un’interlocuzione con Roma per individuare una strategia che metta al centro del piano vaccinale gli studenti universitari, in particolare tutte quelle ragazze e quei ragazzi che stanno frequentando Corsi di Laurea presso atenei extraregionali e che al momento brancolano nel buio e nell’incertezza assoluta». Così il deputato regionale Luigi Genovese, che ha depositato un’interrogazione destinata agli assessorati alla Salute e all’Istruzione per stimolare un percorso che miri all’organizzazione capillare e all’accelerazione del processo di vaccinazione degli studenti universitari. «La ripresa delle attività in presenza, già a partire dagli appelli di esame estivi – dichiara Genovese – impone un intervento in corsa immediato. Si tratta di una situazione del tutto simile a quella degli studenti maturandi, i quali proprio in questi giorni sono tra i principali destinatari della campagna vaccinale. In questo caso, però, occorrerà anche evitare che chi studia lontano dalla regione in cui è residente debba affrontare – e letteralmente subire – iter farraginosi, e quindi essere costretto ad affrontare spostamenti chilometrici per ottenere la propria dose di vaccino anti-Covid. Già a partire dallo scorso febbraio gli Atenei hanno provveduto a vaccinare gli studenti di Medicina e delle Professioni sanitarie, adesso però manca un piano per tutti gli altri. E, qualora la somministrazione venga fatta, così come sembra, al di fuori del sistema universitario, si porrà un problema fondamentale, di cui ho discusso con varie associazioni studentesche e sul quale serve immediatamente fare chiarezza: le evidenti criticità, in prospettiva, nella procedura di prenotazione del vaccino per gli studenti fuori sede, che allo stato attuale, con il permanere della logica dell’inoculazione presso hub e strutture sanitarie presenti nelle proprie regioni di residenza, possono, in breve, ottenere la vaccinazione solo se sono disposti a viaggiare e quindi ad affrontare problemi logistici ed esborsi economici ingiustificabili. Inoltre – conclude il deputato regionale – sarebbe necessario individuare una soluzione per affrontare, sempre in riferimento agli studenti fuori sede e in vista degli spostamenti previsti durante la prossima stagione estiva, anche il problema della somministrazione della seconda dose del vaccino nel caso in cui la prima sia già stata inoculata presso hub e strutture presenti in altre regioni».