Messina, l’Associazione Radici chiede l’applicazione del “Baratto amministrativo”

Che fine ha fatto il baratto amministrativo? È stato certamente uno dei cavalli di battaglia del Sindaco di Messina ma che non ha visto ancora neppure la luce.

L’ Associazione politica Radici ricorda che quella del baratto amministrativo era stato uno dei capisaldi della campagna elettorale dell’attuale Sindaco De Luca ma l’argomento sembrerebbe però essere caduto nel dimenticatoio.
A fine 2019 tutti ricorderanno che, a causa di alcuni errori, l’Amministrazione Comunale ritirò la delibera istitutiva dello strumento del baratto; il Consiglio Comunale ne aveva chiesto la presentazione di un nuovo testo che però non c’è stata.
Eppure il baratto amministrativo è una grande occasione per la città.
Il baratto amministrativo è stato introdotto con il decreto Sblocca Italia, articolo 24 del Dl 133/2014, che ha previsto per i comuni la possibilità di accettare, previa delibera, e previo specifico regolamento che definisca i criteri e le condizioni, la realizzazione di interventi di riqualifica del territorio, proposti da singoli cittadini o cittadini associati.
In altre parole, attraverso lavori socialmente utili per il Comune, come ad esempio tagliare l’erba nei parchi, pulire le strade, prestare opere di manutenzione o recuperare e riqualificare aree e beni immobili inutilizzati, il cittadino che, per comprovati problemi economici non riesce a far fronte al pagamento delle tasse locali,  può assolvere all’adempimento, eseguendo dei lavori per il Comune.
Radici invita  l’Amministrazione comunale a predisporre tutto quanto necessario al fine di introdurre anche nella città di Messina questa importante misura, utile e preziosa soprattutto nel drammatico contesto economico che causa Covid si sta vivendo.