Altri sanitari presi in “prestito” da Mistretta, Amata: “Non si può togliere dove non c’è più nulla”

“Ormai dell’ospedale di Mistretta, un tempo riferimento sanitario primario di tutta un’area dei Nebrodi, non resta altro che la struttura. In pochi anni, con una gestione non attenta alle necessità assistenziali della popolazione, sono stati dismessi diversi servizi essenziali, dall’urgenza al punto nascita, sino ad arrivare alla drastica riduzione, associata ad una mobilità, anche se temporanea, che ovviamente inciderà negativamente sulla salute dei cittadini del comprensorio”.

Lo dichiara Elvira Amata, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea regionale siciliana e componente della Commissione Sanità dell’Ars, dopo la decisione dell’ASP di Messina di sostituire tre medici dell’ospedale di Sant’Agata di Militello assenti per Covid con sanitari provenienti dal nosocomio di Mistretta.

“Altre le soluzioni che si potevano trovare piuttosto che questa assunta dalla direzione sanitaria dell’ASP. Non si può sempre togliere dove ormai non resta più nulla. Forse c’è chi non si rende ancora conto che per i pazienti di questi paesi arrivare per le cure fino all’ospedale di Sant’Agata è impossibile. Tutto ciò è inaccettabile e la popolazione che verte sul distretto socio-sanitario D/29 è stanca, spaventata, e si sente abbandonata dalle istituzioni. L’assessorato regionale alla Salute intervenga, non ci si lamenti poi – conclude Amata – della sfiducia dei cittadini verso la politica”.