Nuova via don Blasco, i legali della Ri.Fo.Tras. scrivono al governo

Perdita del lavoro per 22 famiglie, violazione di un’autorizzazione regionale, interruzione di pubblico servizio, danno ambientale e probabile danno erariale, una strada “irrealizzabile”. Sono alcune delle contestazioni che i legali della ditta Ri.Fo.Tras. evidenziano in una lettera aperta inviata stamane al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e del Lavoro Nunzia Catalfo, al Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi, al governatore Nello Musumeci e per conoscenza al Sindaco della Città metropolitana Cateno De Luca e alla stampa, affinchè intervengano immediatamente e approfondiscano l’operato del Comune di Messina. Avantieri infatti l’amministrazione De Luca ha eseguito un decreto di esproprio nei confronti della Ri.Fo.Tras. in presenza di un ricorso pendente ed in presunta violazione di un’autorizzazione rilasciata dalla Regione Siciliana, anche successivamente a tale decreto. I legali sostengono che è stato “asfaltato” il lavoro di 22  famiglie, rappresentate dalla UIL e impiegate nella ditta, che peraltro è l’unica azienda nel messinese che si occupa del prelievo di veicoli e della relativa autodemolizione, un servizio assolutamente indispensabile per la comunità e considerato di pubblica utilità. Si ipotizza anche un importante danno ambientale per il mancato smaltimento di centinaia di veicoli, previsto dalla legge e di rifiuti pericolosi e speciali, e persino un possibile danno erariale alle casse comunali in caso di risarcimento all’azienda per il nocumento arrecato. I legali della Ri.Fo.Tras. si sono rivolti alle Istituzioni per tutelare innanzitutto i lavoratori e al fine di fare chiarezza sulla vicenda e dare risposta alle complesse questioni sollevate nella missiva trasmessa.