Galati Marina ostaggio di un’assurda burocrazia che blocca la messa in sicurezza

Una Valutazione di Impatto Ambientale attesa da mesi, tassello fondamentale per far partire i lavori di protezione della costa, una procedura che pare sospesa a tempo indeterminato poiché sembrerebbe che manchi ulteriore documentazione necessaria per formularne l’esito.

Per il Comitato “Salviamo Galati Marina” è inaccettabile che ancora si lascino i cittadini a brancolare nel buio e nessuno dia risposte certe. “Dopo le illusioni degli ultimi mesi in cui il traguardo sembrava vicino -si legge in un comunicato-, ma dove noi siamo andati con i piedi di piombo a dichiararci soddisfatti, oggi si fanno i conti con la dura realtà”.

Ormai da anni si parla di questo progetto di messa in sicurezza per il litorale di Galati Marina-S. Margherita, non trattasi del ponte sullo Stretto, bensì di un’opera di ben più piccola portata, finanziata e con gara d’appalto esitata, oltre che di estrema urgenza non economica, ma per la salvaguardia di una comunità. Mentre chi dovrebbe avere le competenze di fare, per il bene dei cittadini, non opera con la pragmaticità richiesta dal caso, Galati trema!

I “burocrati” rimpallano vicendevolmente le responsabilità e ancora gli organi preposti valutano di organizzarsi diversamente per il futuro, ed arrivare alle approvazioni dei progetti in maniera più snella ed in ordine di priorità, con l’impressione che ciò impatterà prima su progetti, che riguardano altro. Relativamente al progetto di Galati il danno al momento è fatto, un’altra stagione è stata persa e nei prossimi mesi gli abitanti dovranno tornare a fare i conti con le mareggiate, e la già flebile economia a scontrarsi con una realtà desolante che ogni giorno si spopola e impoverisce sempre di più, e nessuno sembra se ne preoccupi.

“Di chi è la colpa? -si chiedono gli abitanti di Galati- di chi ha fornito la documentazione? Della Commissione che sembra non abbia richiesto integrazioni e pare che silenziosamente abbia messo tutto da parte?

Lo sdegno è ormai giunto al limite dell’immaginabile, di chi sia la colpa oggi per gli abitanti è quasi irrilevante, agli stessi interessa l’obiettivo finale… SALVARSI!”.