Atm, Sindacati: “Firmeremmo altre 100 volte il Salva Messina, il problema è l’uomo forte al comando”

Stamane a palazzo Zanca si è tenuta un’assemblea congiunta tra sindacati Fit-Cisl, Faisa-Cisal, Ugl Trasporti, Or.S.A. e lavoratori Atm che protestano contro l’attuale governance. I rappresentanti dei lavoratori hanno tenuto a precisare che “la protesta in atto è rivolta unicamente alla gestione di ATM S.p.A. e non intende mettere in discussione i progetti di risanamento che l’Amministrazione Comunale con la quale è stato condiviso nella trattativa del piano di riequilibrio “Salva Messina”, per fronteggiare i drammi economici della città che le precedenti amministrazioni hanno consegnato in conclamato dissesto”.
I sindacati, infatti, ritengono che la vecchia Atm era di fatto già fallita da tempo a causa di un debito enorme e grazie al Piano di riequilibrio il TPL oggi è gestito da un’azienda senza debiti con un capitale
sociale di 4 milioni di euro. ATM S.p.A. oggi può contare su una sovvenzione Comunale annua pari a 17 milioni di euro in luogo dei 9 milioni stabiliti nel contratto di servizio della precedente Amministrazione. In ATM S.p.A. oggi si fanno assunzioni dirette con selezioni pubbliche trasparenti e conseguente pubblicazione delle graduatorie, eliminando di fatto la bruttura del lavoro somministrato, senza garanzie per i lavoratori.In ATM S.p.A., oggi, si applica l’orario di lavoro full-time a tutto il personale, come stabilito nel Salva Messina, in risposta alle annose promesse non mantenute dalle precedenti gestioni.

A fronte di tutto cio, quali sono quindi i motivi della protesta sindacale? I rapresentanti dei lavoratori spiegano che
l’avvio di ATM S.p.A. avrebbe dovuto inaugurare una stagione di intesa fra Azienda e Lavoratori, un cambio di passo condiviso rispetto alle stagioni dell’improduttività, del debito istituzionalizzato, della cogestione politico/sindacale che ha prodotto disservizi a fronte di carriere privilegiate concesse secondo il colore della maglia.
“Ci si aspettava un confronto sistematico con le organizzazioni sindacali, per affrontare la delicata fase di start-up e condividere eventuali correttivi in corso d’opera -affermano i rappresentanto dei lavoratori. Purtroppo, siamo stati colti di sorpresa da una gestione aziendale che dal primo giorno ha voluto instaurare un’atmosfera di scontro con i lavoratori, ma anche con i sindacati che hanno scommesso sul nuovo corso.
In buona sostanza -spiegano i sindacati-, il confronto fra Azienda e Sindacato si sta esaurendo con le diatribe sulle sanzioni disciplinari distribuite a pioggia, e sul riconoscimento di diritti acquisiti che dovrebbero essere scontati: indennità domenicali, agio sulla vendita biglietti e similari.
Dopo il confronto costruttivo del Salva Messina, a livello aziendale pensavamo di doverci confrontare sul sistema produttivo, sulle previsioni di bilancio, sul miglioramento e l’ammodernamento del servizio, invece il sindacato è arrivato a chiudere negativamente le procedure di raffreddamento perché pare che l’azienda abbia individuato nei lavoratori l’avversario diretto, prende iniziative autonome senza convocare le Organizzazioni Sindacali, anche nei casi in cui la trattativa con le parti sociali è contrattualmente obbligatoria.
Denunciamo dall’inizio -proseguono i sindacati- un’organizzazione del lavoro oppressiva, turni farraginosi comunicati di giorno in giorno ai lavoratori che hanno perso la possibilità di far convivere i tempi lavorativi con
le esigenze familiari e aspettano la sera per sapere il turno dell’indomani. Servizi con orario spezzato anche dove non sarebbe necessario e certamente non migliorano la produzione.
Siamo in presenza di una forzatura tesa a una inopportuna ostentazione di autoritarismo che non serve e non servirà per rendere efficiente l’azienda che oggi, nonostante la gestione muscolare, non soddisfa pienamente i bisogni dell’utenza.
Il sistema dell’uomo forte al comando -concludono i sindacati-, non ha generato un’ATM efficiente, ha prodotto il disorientamento dei lavoratori e l’insoddisfazione di parte dell’utenza che giornalmente denuncia un servizio discontinuo, effettuato con mezzi generalmente poco funzionali e privi di ogni comfort”.