Movida, il Comitato Centro Storico Vivibile scrive al Prefetto per evitare modifiche all’ordinanza sindacale

Il “Comitato Centro Storico Vivibile” ha inviato una lettera al Prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi, firmata dal coordinatore Michele Bisignano e dal presidente Antony Greco, per rappresentare le esigenze dei residenti della zona in cui si svolge la cosiddetta “movida”. I rappresentanti del Comitato, lamentano la mancata convocazione, durante gli incontri nei quali si è discusso di sicurezza nel quadrilatero del centro storico messinese “come se i cittadini del centro storico non esistessero”.

Il Comitato, nella missiva, ricorda che il Centro Storico, “non è un quartiere come gli altri, né deve essere considerato solo perché sede da circa 15 anni di locali di somministrazione di bevande ed alimenti legati alla cosiddetta “movida”, ma è tale perchè è sede del Patrimonio Storico, Architettonico Artistico e Culturale della Città: il Duomo, il Tesoro del Duomo, la Cripta del Duomo, la Fontana di Orione, il Don Giovanni d’Austria (sì, una delle pochissime statue del ‘500, quello sommerso da bottiglie e lattine), la Chiesa dei Catalani, le 4 Fontane, la Dogana, la Statua di Messina, il Teatro, la Fontana Falconieri, il Monte di Pietà, la Fontana del Nettuno, la Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Chiesa di Maria di Montevergine, i Musei, i Monumenti, il Liberty, La Biblioteca Regionale, Piazza Antonello, Piazza Duomo, Piazza Immacolata di Marmo, le Chiese, i Palazzi: la Camera di Commercio, la Banca d’Italia, il Palazzo Basile (ex Cassa di Risparmio), il Municipio, il Palazzo Weighert, l’Università, il Palazzo dello Zodiaco, i Palazzi Coppedè, il Palazzo della Provincia, il Palazzo del Governo, la Galleria Vittorio Emanuele, la Galleria Inps, il Tribunale…e proprio per l’esistenza di tale patrimonio culturale che tale area viene definita Centro Storico!”.

Pertanto la zona interessata, facendo un parallelismo con altre città italiane, dovrebbe essere famosa per il suo patrimonio culturale e non per i locali della movida. “Per tali considerazioni -prosegue la lettera del Comitato- i locali di somministrazione di bevande alcooliche e alimenti che insistono nel Centro Storico di Messina, devono esercitare la loro attività in base alle concessioni con cui hanno ottenuto le relative licenze non esorbitando da tali autorizzazioni, rispettando le Leggi ed i Regolamenti Comunali”.

Per il Comitato, il primo inderogabile punto da risolvere è quello di garantire la sicurezza, l’ordine pubblico, il rispetto della quiete pubblica, il diritto al riposo notturno dei residenti, il rispetto di norme e dei regolamenti comunali.

“A tal fine chiediamo:

la istituzione di un Posto di Polizia fisso nei week end;

l’installazione di telecamere collegate con le forze dell’ordine e con la polizia Municipale;

Poliziotti di Quartiere ed eventualmente in borghese al fine di evitare spaccio di sostanze stupefacenti e somministrazione di alcoolici ai minorenni, controlli con inasprimento delle sanzioni, il controllo di emissioni sonore dei locali che procura disturbo nelle ore notturne, il cui impatto acustico invasivo provoca conseguenze sulla salute e danni biologici irreversibili;

che la musica possa essere diffusa solo dai locali che sono in possesso delle relative specifiche licenze e non puo’ in nessun caso recare disturbo alla quiete pubblica ed al riposo dei residenti così come avviene in tutti gli altri quartieri della Città. Le emissioni sonore non devono  prevedere mai la presenza di percussioni o di altri strumenti che possono creare l’effetto “cassa di risonanza” e possono essere utilizzati solo come sottofondi musicali a bassissimo impatto; l’inizio di qualsiasi attività musicale o di intrattenimento dovrebbe essere previsto non prima delle ore 20,00 per poi concludersi non oltre le ore 23.30 e comunque anche i questi orari il sottofondo musicale NON deve essere di disturbo ai residenti né si possono organizzare Dj Set che sono propri delle discoteche al chiuso.

collaborazione diretta con la Polizia Municipale e con le Forze dell’Ordine con le due associazioni per la segnalazione di eventuali comportamenti illegali”.

Il Comitato, esprime la propria preoccupazione, sull’eventuale modifica preannunciata dall’Amministrazione comunale, dell’ordinanza richiesta dal Prefetto, poichè sarebbe “una colossale presa in giro nei confronti dei cittadini residenti, in quanto proporre di chiudere i locali tutti i giorni alle ore 2,00 di notte, posticipando tale chiusura nel caso in cui vi siano clienti presenti ai tavoli degli stessi, significherebbe fare chiudere concretamente i locali non prima delle ore 2,30; altra cosa in netto contrasto con i protocolli di sicurezza relativi alle disposizioni per il contenimento del Covid 19 è la proposta di consentire il consumo di bevande alcooliche non esclusivamente ai tavoli dei locali, ma anche negli spazi antistanti, creando così la possibilità di assembramenti che sono vietati da tutte le disposizioni vigenti e che sono state oggetto anche della riunione del Comitato”.

Pertanto, il Comitato, si è rivolto al Prefetto, chiedendo che “non vengano modificati gli orari di chiusura dei vari locali così come codificati in seguito alla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, e che vengano prese in considerazione anche le proposte che in uno spirito costruttivo abbiamo inteso formulare”.