Ordinanza orari locali, associazioni di categoria la ritengono ingiusta e ne chiedono la revoca

L’Ordinanza Sindacale di ieri firmata dal vicesindaco Salvatore Mondello secondo Confesercenti, Confcommercio, CNA, Confimprese Italia, CLAAI e Confartigianato Imprese della provincia di Messina è profondamente ingiusta, perché colpisce mortalmente l’economia delle attività del settore della ristorazione. Il provvedimento appare inoltre repressivo poiché intende affrontare il complesso tema del disagio giovanile soltanto con lo strumento della compressione delle libertà delle persone e delle attività economiche, ma anche incoerente, perché sostenere che Messina sia una città turistica e poi chiuderne, di fatto, la fruizione significa distruggere 20 anni di politiche turistiche e d’ingenti investimenti sostenuti dagli imprenditori della città.  L’Ordinanza peraltro è giunta in modo improvviso e inaspettato, in quanto le associazioni non sono state invitate a partecipare ad alcun confronto per discutere i termini della questione.

“Non possiamo non chiedere la revoca o la modifica sostanziale dell’Ordinanza- scrivono le Associazioni di Categoria- invitando il Sindaco, non appena rientrerà, e l’Amministrazione ad aprire un tavolo con le Istituzioni ed i principali interlocutori che abbiano ruoli e competenze in materia di servizi sociali, turismo e sviluppo del commercio. In caso contrario sarà inevitabile- proseguono- assumere tutte le iniziative, nessuna esclusa, che riterremo più opportune a difesa dei diritti, oggi gravemente compromessi, degli operatori economici della città”.

Confesercenti, Confcommercio, CNA, Confimprese Italia, CLAAI e Confartigianato Imprese della provincia di Messina adotteranno la stessa linea di condotta anche nei confronti degli altri Sindaci di città turistiche ricadenti nel territorio della Città Metropolitana di Messina convocati l’11 giugno scorso in occasione del Comitato d’Ordine Pubblico e Sicurezza.

“Dispiace rilevare- continuano le Associazioni- che gli incredibili danni economici che causerà l’Ordinanza 187 saranno scontati da una stragrande maggioranza di bar, ristoranti, lidi, focaccerie, pub, pizzerie, delivery ecc. che ha sempre rispettato le regole, che ha sempre avuto fiducia nelle Istituzioni e che, dopo tre mesi di chiusura per l’emergenza pandemica, sperava in questi mesi estivi, per evitare di dover abbassare definitivamente le saracinesche.

Proprio nella logica della collaborazione con le Istituzioni siamo stati noi per primi a chiedere il pugno duro per chi vende alcol ai minori, così come abbiamo chiesto di rafforzare le attività di vigilanza a sostegno del divieto di assembramenti, chiedendo perfino l’uso dell’Esercito.

Ed oggi non possiamo ricordare che dietro queste imprese vivono migliaia di famiglie, di piccoli imprenditori e dei loro lavoratori, che a causa degli effetti dell’Ordinanza 187 rischiano di perdere l’unica loro fonte di reddito. Ciò innescherà- concludono- inevitabili tensioni sociali dalle imprevedibili conseguenze”.