La Corte Costituzionale bacchetta il governo Conte e restituisce il maltolto a Messina

Quattrocentoquattro milioni di euro. Questa era la somma contenuta nell’articolo 99 (denominato Omnibus) della Finanziaria regionale votata a maggio del 2018. Omnibus comprendeva una serie di emendamenti presentati da vari deputati regionali, con la regia di Cateno De Luca, che all’epoca era deputato regionale e non era stato ancora eletto sindaco di Messina. Quasi cento milioni erano destinati alla città di Messina e, incredibilmente, all’epoca, furono proprio tre deputati messinesi, come dichiarato dallo stesso De Luca, a ostacolare questo articolo della finanziaria: Valentina Zafarana e Antonio De Luca del Movimento 5 Stelle. L’obiettivo da colpire era proprio Cateno De Luca e poco importava se questo avrebbe privato la città dello Stretto di risorse finanziarie vitali.

Successivamente, il governo Conte (per Cateno De Luca proprio su input dei 5 stelle messinesi), impugnò alcuni articoli della Finanziaria regionale, tra cui il 99, ma la Regione si oppose e fece ricorso. Adesso arriva la sentenza della Corte Costituzionale, firmata dal presidente Marta Cartabia che ha affermato la legittimità degli articoli impugnati dal governo Conte, bacchettandolo e sostenendo che sia venuto meno il principio della collaborazione tra Stato e Regione che hanno, di fatto, bloccato dei fondi europei vitali per lo sviluppo della Sicilia. Una situazione paradossale, ma la politica a volte pure di fare il dispetto alla moglie…

Di questi fondi, 20milioni erano destinati per l’emergenza idrica in città, 10 milioni per l’abbattimento di barriere architettoniche, di cui 5 milioni destinati a privati. 25 milioni servivano per bonificare l’area ex Sanderson, 40 milioni per lo sbaraccamento. E ancora, fondi per la redazione dei piani regolatori, dei piani di utilizzo di demanio marittimo, riqualificazione impianti sportivi esistenti e la realizzazione di una residenza per i disabili, dopo aver perso i genitori (Villaggi del dopo di noi). Questi fondi, tornano, quindi, a disposizione della Regione siciliana. Cateno De Luca, ha annunciato che, già da domani, sarà in pianta stabile a Palermo, per evitare che questi fondi siano destinati ad altri scopi diversi da quelli originari.

6 Risposte a “La Corte Costituzionale bacchetta il governo Conte e restituisce il maltolto a Messina”

  1. Questo è Cateno De Luca che vi piaccia o no, anche con i suo linguaggio scurrile, fatti non parole.

    1. Sempre bravo e pronto ad agire di
      persona, senza delegare e soprattutto informare territorio.

  2. Balle!! Leggetevi la sentenza!! I fondi non c’erano e non ci sono. Lo stato ha perso per ritardi nella trasmissione degli atti

    1. Ritardi? Ecco le motivazioni.
      LA CORTE COSTITUZIONALE
      riservata a separate pronunce la decisione delle ulteriori questioni di legittimità costituzionale promosse con il ricorso indicato in epigrafe;
      1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 31, commi 4 e 5, della legge della Regione Siciliana 8 maggio 2018, n. 8 (Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018. Legge di stabilità regionale);
      2) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 31, commi 4 e 5, della legge reg. Siciliana n. 8 del 2018, promossa, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe;
      3) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 45 della legge reg. Siciliana n. 8 del 2018, promosse, in riferimento agli artt. 81, terzo comma, e 117, terzo comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe;
      4) dichiara non fondate, nei sensi e nei limiti di cui in motivazione, le questioni di legittimità
      costituzionale dell’art. 99, commi da 2 a 17 e 25, della legge reg. Siciliana n. 8 del 2018, promosse, in riferimento all’art. 81, terzo comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe.

  3. Complinenti al Sindaco De Luca . I soldi della Sicila, Roma li destina sempre al nord a quel nord che ci insulta a ogni occssione

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